Tassazione degli interessi nel P2P LENDING

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Sempre più spesso riceviamo richieste di informazioni in merito alla tassazione degli interessi nel P2P lending. Per questo motivo abbiamo deciso di scrivere un breve articolo che spiega in modo molto semplice come vengono tassati i proventi derivanti dall’attività di prestiti tra privati. 

La normativa di riferimento

La Legge di Bilancio (Legge 205/2017) ha introdotto una agevolazione per i prestatori, assoggettando i proventi da investimento nel social lending ottenuti da persone fisiche alla ritenuta a titolo definitivo con aliquota 26%, come già accade per altri proventi finanziari quali dividendi e cedole di obbligazioni. Fino al periodo d’imposta 2017, invece, tali proventi concorrevano alla determinazione del reddito imponibile da dichiarare e
subivano una tassazione ai fini IRPEF secondo l’aliquota marginale del contribuente in funzione degli scaglioni di reddito.

Generalmente le piattaforme di peer to peer lending italiane agiscono come sostituto di imposta, applicando agli interessi mensili una ritenuta alla fonte del 26% a titolo di imposta. All’interno di ogni piattaforma è possibile visualizzare la certificazione unica (CU) che contiene il riepilogo degli interessi percepiti nel corso dell’anno e delle ritenute applicate. 

La piattaforma October

Esempio di tassazione degli interessi nel P2P

Per far comprendere al lettore l’impatto dell’attuale sistema di tassazione rispetto al precedente, è stata realizzata questa semplice tabella che evidenzia per ogni scaglione di reddito le seguenti voci:

  • L’ammontare investito (100 euro)
  • Il tasso di interesse lordo (esempio 6%)
  • La vecchia e la nuova aliquota
  • La vecchia e la nuova imposta pplicata
  • Il vecchio e il nuovo rendimento applicato

Come possiamo notare, il vecchio regime fiscale colpiva le fasce di reddito più alte. In altre parole, il rendimento netto aveva un andamento decrescente all’aumentare del patrimonio personale dichiarato.

Con il nuovo sistema di tassazione invece, il rendimento netto non subisce variazioni rispetto allo scaglione di reddito. Tuttavia il vantaggio fiscale rispetto al precedente regime si registra solo a partire dai redditi superiori ai 28.000 euro in quanto come possiamo notare dalla tabella, gli investitori che dichiarano redditi inferiori riceveranno un rendimento inferirore rispetto alla precedente modalità di tassazione.

Informazioni su Daniele Forza 50 Articoli
Sono Daniele Forza, fondatore di questo blog. Dal 2015 investo attivamente nelle piattaforme di P2P Lending ed Equity crowdfunding e sono qui per raccontarvi la mia esperienza.

10 Commenti

  1. Ciao Daniele, ti chiedo una precisazione in merito a questo articolo: nel momento di dichiarazione dei redditi, l’interesse che vado a dichiarare è ovviamente su di un capitale più o meno presunto, in quanto gli asset possono sempre rivelarsi – anche a breve termine – in default. A questo punto, si possono compensare perdite in c/capitale con gli interessi maturati?
    Inoltre, con piattaforme straniere (nel mio caso Bondora) la procedura è identica a quella di Prestiamoci o ci sono ulteriori differenziazioni?

  2. Ciao Andrea, in realtà tu in dichiarazione dei redditi riporterai gli interessi che hai percepito nell’anno precedente e quindi non sono presunti ma effettivi (al netto quindi di eventuali perdite in conto capitale). A tal proposito, ogni piattaforma dovrebbe rilasciarti a inizio anno la certificazione degli interessi che andrai ad integrare con i tuoi redditi.

    Non mi risulta inoltre che eventuali minusvalenze siano detraibili.

    La piattaforma Bondora non l’ho ancora analizzata e quindi non ti so dire con certezza se si comporta come le altre che hai citato tu ma penso che siano tutte identiche…

  3. Ti ringrazio. In breve dichiaro la “fotografia” al 31/12 fornitami dalla piattaforma. Se poi alcune perdite di capitale dovessero risultare riscosse nell’anno seguente si compenserà.

  4. Ciao Andrea, volevo solo farti notare che i titoli di stato sono soggetti ad un’aliquota agevolata del 12,5%, non del 20%.

  5. La mia domanda è’ semplice…invece che andare a sottolineare le differenze di tassazione tra questa tipologia di investimento e un titolo/azione/ interesse bancario, non sarebbe più facile “raccogliere” investimenti tra soggetti che hanno già il regime fiscale dichiarativo vedi societa di capitali ( srl o SPA), molto limitate dal legislatore negli investimenti mobiliari e in cerca di porti sicuri e redditivita per la loro liquidità??

  6. Buonasera, per quale motivo sono tassati all’aliquota marginale? non sono tassati come strumenti finanziari, in particolare redditi di capitale?

  7. Sono tassati ad aliquota marginale perché il regolatore non si è ancora espresso in materia.

  8. Gentile Andrea

    I redditi da p2p vanno dichiarati nel quadro RM12 al lordo di ritenute subite. Con Housers si paga già una tassazione che è per i progetti spagnoli al 19%. Quindi dovrei pagare solo il 7% ancora ma sembra di no in quanto la percentuale da inserire è il 26%. E semmai dove recupero nella dichiarazione quanto già prelevato di tasse dalla piattaforma? Grazie in anticipo della risposta

  9. Salve Lazzaro, le riporto un estratto di ciò che dichiara la piattaforma Housers in merito alla tassazione degli interessi percepiti nella piattaforma:

    “Gli investitori di Housers (i cd. crowdfunders) fiscalmente residenti in Italia che, nel corso del periodo d’imposta, hanno investito nei progetti contenuti nella piattaforma http://www.housers.com, e ne hanno ottenuto periodicamente i frutti tramite interessi mensili, devono dichiarare tali redditi, come redditi diversi, nel Mod. Unico ovvero nel Mod. 730. Gli interessi così ottenuti saranno tassati ad aliquota marginale in base allo scaglione Irpef di competenza.

    Gli interessi pagati dalle società promotrici spagnole ad investitori non residenti (nella fattispecie ad investitori italiani) subiscono in Spagna una ritenuta in uscita del 19% e in portogallo del 28%. L’investitore potrà recuperare, tramite il meccanismo del credito di imposta, nella sua dichiarazione dei redditi, l’importo della ritenuta subita all’estero, fatte salve le regole relative alle convenzioni contro le doppie imposizioni.”

  10. Gentilissimo Daniele

    Grazie della risposta, ma Housers con quanto riportato in merito a tassazione dei proventi ha fatto solo un casotto lasciando il tutto nel vago. Mi spiego. Gli interessi percepiti devono essere tassati del 26% e non a scaglione irpef come risulta inserendoli nel 730. Inoltre inserendoli nell’unico, quadro RM12, risulta difficile riportare quanto di tasse da loro già prelevato che risulta poi differente per i deversi progetti a cui si è aderito in dipendenza della nazione. Aiuto !! Grazie

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