Le piattaforme P2P Lending sostituto d’Imposta. L’elenco aggiornato.

P2P SOSTITUTO IMPOSTA

Articolo aggiornato al 28/12/2020

Si sa che pagare le tasse oltre che essere brutto può essere pure una esperienza molto complicata, specialmente se hai investito nel P2P Lending estero.

Aliquota marginale, 730, unico, IVAFE, Quadro RW. Sono tutti termini che scommetto che hai già sentito almeno una volta e ora hai una soltanto una gran confusione in testa.

Sappi che non sei l’unico. Sono tantissime infatti le persone come te che devono capire come dichiarare nel modo corretto le tasse nel P2P Lending e non sanno come fare.

Ci tengo a precisare che questa pagina è stata scritta a puro titolo informativo e che non sono né un fiscalista né un commercialista. Pertanto, ti invito a rivolgerti al tuo CAF o commercialista di fiducia se vuoi essere sicuro di adempiere correttamente al pagamento delle imposte.

Fatta questa premessa, cerchiamo di capire quali sono le piattaforme P2P Lending sostituto d’imposta e in generale qual è la situazione attuale.

La normativa italiana di riferimento

La Legge di Bilancio (Legge 205/2017) ha introdotto un’ agevolazione per i prestatori, assoggettando i proventi da investimento nel social lending alla ritenuta a titolo definitivo con aliquota al 26%, come già accade per altri proventi finanziari quali dividendi e cedole obbligazionarie.

Probabilmente nel momento in cui è stata emanata la norma, il legislatore non aveva previsto l’ingresso di operatori esteri nel territorio italiano. Oggi è evidente che la norma ha perso la sua efficacia e i risparmiatori sono pieni di dubbi.

Alcuni pionieri hanno deciso di chiedere direttamente all’Agenzia delle entrate come affrontare la questione sulla tassazione e a giugno e settembre del 2020, l’Agenzia delle entrate ha pubblicato le risposte ad alcune istanze e interpelli in merito al trattamento fiscale dei proventi percepiti dalle piattaforme di P2P Lending estere.

Risposta all’istanza n. 168

Il primo interpello (n.168) si riferisce ad una richiesta di un contribuente che ha effettuato un’investimento su una piattaforma di P2P Lending che opera come agente di un istituto di pagamento francese.

La risposta fornita dall’agenzia delle entrate è piuttosto chiara:



Secondo l’agenzia delle entrate quindi, la ritenuta a titolo d’imposta si può applicare solo se sussistono due condizioni:

  • L’investitore è una persona fisica
  • Il gestore della piattaforma è un intermediario iscritto all’albo o un istituto di pagamento autorizzato da Banca d’Italia

Inoltre sempre la stessa riporta:



E’ evidente quindi che una piattaforma che non è autorizzata da Banca d’Italia non può applicare la ritenuta del 26% e fungere da sostituto d’imposta.

Una risposta del tutto simile è stata data anche nell’interpello n. 169 e nella risoluzione n. 56. In sostanza quindi solo le piattaforme autorizzate da Banca D’Italia possono applicare la ritenuta del 26% e agire da sostituto d’imposta.

A questo punto, se vuoi semplificarti la vita, ma vuoi comunque approfittare dei rendimenti offerti dal P2P Lending, puoi costruire un portafoglio selezionando solo le piattaforme italiane.

I rendimenti che puoi ottenere probabilmente saranno un po’ più bassi di quelli che generalmente vengono offerti all’estero. Come vantaggio avrai però meno mal di testa e problemi nel momento in cui dovrai fare la dichiarazione dei redditi.


Le piattaforme P2P sostituto d’imposta autorizzate da banca d’Italia

Se hai deciso di investire solo nelle piattaforme italiane, ecco l’elenco aggiornato degli operatori autorizzati da Banca d’Italia:

Borsa Del Credito

BorsadelCredito è un marketplace specializzato nel credito alle piccole e medie imprese italiane. La società è nata nel 2013 come piattaforma digitale per il credito alle aziende, e due anni dopo ha aperto il canale del P2P Lending.

Prestiamoci

Prestiamoci (la recensione la trovi qui) è una delle piattaforme di p2p lending più famose in Italia con una storia di oltre 10 anni. Il portale connette soggetti in cerca di un prestito per realizzare un progetto personale o professionale, e persone che vogliono prestare una somma di denaro in cambio di un buon rendimento.

Smartika

Smartika è stata la prima piattaforma di Peer to Peer lending in Italia. Offre prestiti consumer fino a 15.000 euro con durate da 12 a 48 mesi. La piattaforma è stata recentemente acquisita dal gruppo Sella.

Soisy

Soisy (la recensione la trovi qui) è una piattaforma italiana di consumer lending dove investitori privati finanziano altri privati che fanno richieste di finanziamento direttamente attraverso e-commerce convenzionati con il portale. La piattaforma autorizzata da Banca d’Italia.


Piattaforme italiane che operano come agenti di istituto di pagamento

Di seguito invece trovi l’elenco di alcune piattaforme che operano in italia come agenti di istituto di pagamento che in teoria non hanno i requisiti per fungere da sostituto d’imposta.

Criptalia

Criptalia è un marketplace che collega PMI che vogliono investire in progetti di crescita e sviluppo con i finanziatori alla ricerca di buoni tassi d’interesse. Rendimenti fino al 9% annuo e zero commissioni.

CrowdEstate

CrowdEstate (la recensione la trovi qui) è una piattaforma di crowdfunding immobiliare fondata in Estonia e operativa anche in Italia. offre la possibilità (anche a soggetti italiani) di investire in varie opportunità di finanziamento per supportare imprese che operano nel settore del real estate. Al momento non mi risulta che la piattaforma abbia un’autorizzazione da Banca D’Italia.

Invest-T

Invest-T è una giovane piattaforma di real estate crowdfunding che opera in Italia attraverso il modello lending. Poiché si configura come agente di istituto di pagamento Lemonway, non è autorizzata ad agire come sostituto d’imposta. Applicherà comunque una ritenuta del 26% a titolo d’acconto che andrà portata in dichiarazione dei redditi dove occorrerà effettuare un conguaglio in base al proprio scaglione irpef.

Relender

Re-Lender mette in contatto diretto aziende e prestatori con l’obiettivo di raccogliere capitali per finanziare progetti di riconversione immobiliare. La tipologia di investimento è quella del lending crowdfunding, in cui il prestatore, a fronte del proprio investimento, riceve un tasso di interesse mensile per tutta la durata dell’operazione con restituzione del capitale alla scadenza.

October

October è nata in Francia a fine 2014 con il nome di Lendix, variato poi in October e ad oggi è una tra le migliori piattaforme paneuropee di finanziamenti alle imprese. Attualmente October dichiara di agire come sostituto d’imposta ma non è chiaro se sia autorizzata o meno.



Rendimento Etico

Rendimento Etico è una piattaforma di P2P Lending specializzata nel real estate crowdfunding. Opera in Italia come agente di istituto di pagamento di Lemonway e pertanto non è autorizzata ad agire come sostituto d’imposta. Tuttavia la piattaforma effettuerà una ritenuta del 26% sui proventi incassati e sarà necessario effettuare un conguaglio fiscale in base al tuo scaglione Irpef.

Piattaforme italiane o estere? Dove conviene investire?

Se hai investito in piattaforme estere quali ad esempio BondoraMintos,  o se hai investito in piattaforme italiane che non sono autorizzate da Banca d’Italia, dovrai adempiere personalmente al pagamento delle tasse.

Infatti, poiché tali piattaforme non applicano alcuna ritenuta, saremo noi a dover dichiarare al fisco ogni anno i proventi che abbiamo realizzato.

Gli interessi maturati nell’anno fiscale, andranno a concorrere alla formazione della base imponibile ai fini IRPEF (calcolato in base a scaglioni ed aliquote crescenti).

Inoltre dovrai pagare anche L’IVAFE che è una imposta calcolata sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero.

Il valore di tale imposta dipende dal tipo di attività finanziaria dichiarata. Ad esempio, per conti correnti e libretti di risparmio detenuti all’estero l’imposta è di 34,20€ annui ed è dovuta solo nel caso in cui si superi anche per un solo giorno il controvalore di 15000€ o se la giacenza media annuale supera i 5000€.

Per quanto riguarda i prodotti finanziari, sulla base di quanto stabilito dall’articolo 1 del TUF è richiesto il versamento dell’IVAFE con l’aliquota prevista nella misura dello 0,2% da applicare al totale del capitale investito.

Nel Peer to peer lending, la discriminante che definisce se l’attività sia da trattare come conto corrente o come prodotto finanziario, è la presenza di un mercato secondario o, più in generale se le piattaforme permettono la “negoziabilità” dei crediti.

Ma quindi dove conviene investire?

Ho realizzato questa tabella che riepiloga l’impatto sul rendimento netto che determina la differente modalità di tassazione.

Paese PiattaformaScaglioneRendimento LordoAliquotaIVAFERendimento Netto
Italia5%26%0%3.70%
Europa<15.000€12%23%0.2%9.24%
Europatra 15.000€ e 28.000€12%27%0.2%8.76%
Europatra 28.000€ e 55.000€12%38%0.2%7.44%
Europatra 55.000€ e 75.000€12%41%0.2%7.08%
Europaoltre 75.000€12%43%0.2%6.84%

Ipotizzando un rendimento lordo del 5% per le piattaforme italiane ed un rendimento lordo del 12% per le piattaforme estere, possiamo notare come investire nelle piattaforme che fungono da sostituto d’imposta non sia conveniente a prescindere.

Ovviamente tali rendimenti non tengono conto dei potenziali default che che a mio avviso, su alcuni paesi esteri possono essere molto più alti di quelli italiani.

Se vuoi investire nelle piattaforme estere, visita la pagina dedicata ai bonus e cashback offerti ai nuovi investitori!

Informazioni su Daniele Forza 105 Articoli
Sono Daniele, fondatore di questo blog. Dal 2015 investo attivamente nelle piattaforme di P2P Lending e sono qui per raccontarvi la mia esperienza.

7 Commenti

  1. Buongiorno, ho letto che due recenti interpelli e conseguente risoluzione dell’agenzia delle entrate circa il trattamento fiscale del prestito tra privati. Secondo l’articolo in questione sarebbero autorizzate ad agire come sostituto d’imposta esclusivamente le piattaforme vigilate dalla banca d’Italia. Di conseguenza con Soisy o prestiamoci la tassazione sarebbe al 26% mentre con October bisognerebbe adottare l’aliquota marginale. Può spiegarci se ciò corrisponde al vero? Grazie.

  2. Buongiorno, purtroppo il P2P Lending soffre di questo vuoto normativo e al momento le informazioni sono spesso discordanti e poco chiare. Inoltre mi scuso con i lettori ma non ho ancora avuto tempo di aggiornare la pagina con gli ultimi sviluppi in merito.

    Venendo al suo quesito, effettivamente sembra che oggi solo le piattaforme autorizzate da Banca d’Italia possano agire come sostituto d’imposta e quindi October che è un agente di istituto di pagamento (Lemonway) non può operare in tal senso.

    Tuttavia, nel loro sito è riportato chiaramente quanto segue:
    “Se la tua residenza fiscale è in Italia, October in qualità di sostituto d’imposta applicherà una ritenuta del 26% ai tuoi interessi. L’importo delle ritenute sarà versato all’Agenzia delle Entrate e non saranno necessari ulteriori adempimenti da parte tua in sede di dichiarazione dei redditi.”
    Fonte: https://help.october.eu/it/articles/3564136-la-tassazione

    Vorrei precisare inoltre che non essendo un fiscalista, la invito a rivolgersi al suo commercialista di fiducia per la corretta compilazione della sua dichiarazione dei redditi in quanto le informazioni riportate all’interno di questa pagina sono da prendere solo a semplice titolo informativo.

    Saluti.

  3. La ringrazio per la celere ed esaustiva risposta. Sto muovendo i primi passi nel mondo del p2p lending ispirandomi anche alla sua esperienza e proprio in questi giorni, con l’intento di diversificare, stavo creando un conto proprio con una piattaforma che appunto agisce da sostituto di imposta, ma che alla luce di questi aggiornamenti, sembra non ne abbia i requisiti. Speriamo che in futuro ci sia un adeguamento della norma che renda il tutto più chiaro.

    Grazie.

  4. Salve Daniele.
    Una domanda veloce, perchè non mi è chiaro questo aspetto: nel caso di deposito su conti esteri come Bondora, avendo una giacenza media annuale inferiore ai 5000 o controvalore che non eccede i 15.000 non si è tenuti a pagare nessuna imposta?

  5. Purtroppo non è chiara la normativa su questo aspetto che hai citato. Io per non avere problemi ho dichiarato anche avendo cifre inferiori. Consiglio comunque sempre di rivolgerti al tuo fiscalista che conosce la tua situazione patrimoniale.

  6. Buongiorno anche io sto muovendo i primi passi in questo mondo e questo sito mi è stato davvero utile per capire vari aspetti del crowfunding. Riguardo alla tassazione chiedo questo. Se si è iscritti a più piattaforme che fanno tutte da agenti di istituto di pagamento e che quindi ogni anno inviano la certificazione fiscale quando si fa la dichiarazione dei redditi si può fare la somma di tutti gli interessi e le trattenute avute o bisogna farlo singolarmente per ogni piattaforma. Grazie

  7. Ciao Michele, grazie mille! In merito alla tua domanda io non ti so rispondere. Tuttavia io personalmente l’anno scorso ho dichiarato ogni singola piattaforma. Quest’anno però proverò a capire meglio col commercialista anche questo aspetto e aggiornerò l’articolo se ci saranno novità in tal senso.

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