My P2P Lending portfolio: Gennaio 2022

report crowdfunding 2022 01

Ciao amici,

eccoci arrivati leggermente in ritardo con il primo aggiornamento dell’anno.

A partire da questo mese ho deciso di dare una rinfrescata al layout e al contenuto dell’aggiornamento cercando di dare un po’ di valore aggiunto ad un articolo che stava diventando abbastanza ripetitivo.

Inoltre, per allinearmi alla concorrenza 🙂 , riporterò oltre al P2P Lending anche gli altri strumenti che attualmente utilizzo ovvero:

MoneyFarm

La quota più importante di tutto il portafoglio (+80%) è allocata su MoneyFarm: un servizio di consulenza finanziaria indipendente autorizzato e regolamentato dalla FCA che sfrutta la tecnologia per costruire portafogli automatizzati.

Ad oggi l’azienda gestisce oltre 2 miliardi di Euro ed ha ottenuto per 7 volte consecutive il titolo di miglior consulente finanziario indipendente in Italia.

MoneyFarm è uno strumento che utilizzo da qualche anno e devo dire che mi ci trovo molto bene. Servizio semplice, ma tutto sommato efficiente.

Se vuoi iscriverti a MoneyFarm utilizza il mio codice che ti da diritto ad ottenere uno sconto dello 0.1% per i prossimi 6 mesi.

Se investi nei mercati finanziari avrai sicuramente notato come gennaio sia stato un mese piuttosto turbolento. C’è da dire però che veniamo da circa due anni di mercato in crescita e quindi è del tutto normale che ogni tanto arrivi una correzione.

L’inflazione e la politica monetaria sono stati i due temi principali legati a questo ribasso e Moneyfarm in un suo articolo commenta così:

La dinamica di stretta monetaria sta portando gli operatori a rivedere le proprie aspettative, con un impatto sui prezzi degli asset finanziari che prima o poi si sarebbe dovuto esprimere.

Non solo un aumento dei tassi rende le valutazioni azionarie meno interessanti rispetto alle obbligazioni, ma porta anche con sé la paura di un “policy mistake”, ossia di un rialzo dei tassi troppo repentino che possa minare la crescita economica. 

Per la maggior parte degli investitori, in presenza di correzioni fisiologiche del mercato, la scelta più sicura resta quella di rimanere fedeli al piano di investimento; se esistono possibilità finanziarie inoltre, compatibilmente con l’orizzonte temporale, approfittare dei tempi favorevoli.

Io ho approfittato del momento ribassista ed ho deciso di attivare un PAC (piano di accumulo del capitale) proprio in questo momento particolare caratterizzato da elevata volatilità.

Al momento ho all’attivo 3 portafogli di crescente rischiosità e queste sono le performance che ho realizzato sino ad ora. (Inizio investimento agosto 2020).

MoneyFarm: overview dei portafogli al 31.01.2022

P2P Lending

Il P2P Lending estero nel corso degli ultimi mesi ha subito una contrazione dei tassi di interesse offerti agli investitori.

Io credo che il motivo principale sia legato al fatto che le piattaforme stiano sostenendo costi per essere compliant con la normativa di recente introduzione. Rispetto al passato infatti, la disciplina europea obbliga le piattaforme ad avere processi adeguati in termini di KYC (Know your customer) AML (Anti Money Laundering) ma anche costi legati alla struttura nei nuovi prodotti finanziari offerti sul mercato.

E credo che la riduzione dei margini di interesse a favore delle piattaforme sia stata in parte compensata con la riduzione dei tassi di interesse offerti ai prestatori.

Oggi è piuttosto difficile trovare rendimenti lordi superiori al 12% annuo. Tuttavia ci sono ancora piattaforme che offrono tassi interessanti.

Per chi mi segue da tempo sa che investo principalmente sul P2P consumer e che ho iniziato a ridurre il numero di piattaforme in gestione in quanto ho deciso di concentrarmi solo sulle migliori che a mio avviso sono le seguenti:

Crypto Lending – CeFi

Nel segmento CeFi rientrano tutte quelle società che offrono servizi di investimento nel mondo Crypto. Alcune sono regolamentate da varie istituzioni governative mentre altre operano in paesi dove tale requisito non viene richiesto.

Uno degli aspetti più interessanti del crypto lending è legato al fatto che i depositi in crypto vengono remunerati a tassi di interesse piuttosto interessanti. (vedi tabella di riepilogo con tutte le crypto)

Le piattaforme in cui investo al momento sono le seguenti:

Al 31 gennaio, il mio portafoglio è distribuito nel seguente modo:

La mia strategia è quella di accumulare BTC ed ETH in quanto ritengo che siano i due pilastri importanti del portafoglio. La parte stable invece è relativa agli investimenti che ho effettuato in Euro e USD e che mi garantisce una certa tranquillità e un cashflow stabile anche in momenti di forte volatilità.

La parte residuale, è composta da diverse altre crypto (es. Luna, Solana, Cardano, ecc…) in quanto ritengo che al momento ci siano diversi progetti interessanti e quindi man mano che approfondisco le varie blockchain decido di acquistare i token sottostanti.

Crypto Lending – DeFi

A gennaio ho iniziato a esplorare il mondo della DeFi studiando le varie blockchain, Dapp, Farm, Liquidity pool, e chi più ne ha più ne metta. Se devo essere sincero, non sono molto bullish al momento su questo mondo, per alcune ragioni:

  • La DeFi per come è sviluppata oggi non può soppiantare il sistema creditizio tradizionale: ci sono tantissime persone che pensano che la DeFi sia il futuro. Può essere. Ma per soppiantare la finanza tradizionale manca il servizio finanziario più importante di tutto il mercato: il credito. Al momento infatti credo che il 99% delle applicazioni DeFi facciano credito solo a chi mette a garanzia una crypto. Probabilmente si contano nelle dita di una mano applicazioni decentralizzate che ti permettono di richiedere un prestito senza garanzie. A me sembra che allo stato attuale la DeFi venga utilizzata esclusivamente per investitori in leva. In sostanza ci si indebita mettendo a collaterale le cripto per aprire nuove posizioni (long o short). Credo che per soppiantare il sistema finanziario tradizionale ci sia ancora da lavorare.
  • La mancanza di adeguata regolamentazione lo rende un ambiente adatto a Scam: è chiaro che in mancanza di una normativa stringente, le applicazioni malevoli si sviluppano alla velocità della luce e gli investitori rischiano di essere Truffati. Regolamentare la DeFi però significa far perdere il senso di tutto il sistema. Chi sviluppa applicazioni nel mondo DeFi odia la regolamentazione (e le banche) salvo poi applicare gli stessi principi…
  • Mancanza di progetti sostenibili: parliamoci chiaro, l’attività di Farmare a mio avviso non può durare. Che senso ha spostare liquidità da un protocollo ad un altro solo perché pagato a tassi di interessi più elevati? Nessuno. Ed è per questo che la maggior parte delle applicazioni DeFi e i vari token hanno un boom esagerato nei primi mesi del loro lancio per poi morire e finire nel dimenticatoio nel giro di qualche settimana. Non ho approfondito, ma non mi meraviglierei che l’80% dei volumi intermediati seguano questo flusso.
  • Decentralizzato? siamo proprio sicuri?: chi sviluppa applicazioni DeFi lo fa per uno scopo ben preciso ovvero far apprezzare il proprio token proprietario. A me sembra che in questo mondo siano cambiati gli interlocutori (banchieri vs programamtori) ma il succo è sempre quello: un numero limitato di persone ne controlla il mercato.

Ora non voglio dire che tutto il mondo della DeFi sia destinato a scomparire ne tanto meno fare di tutta l’erba un fascio ma credo che al momento ci troviamo in una fase sperimentale dove ancora non si è definito uno standard di riferimento.

Tante blockchain sono nate e propongono di fatto i medesimi servizi: Lending, DEX, Derivati, ecc… Sono sincero, non vedo grande differenza tra una tecnologia e l’altra: sono solo dei sistemi che cercano di competere tra di loro per definire uno standard. Oggi è Ethereum, domani potrebbe essere un altra chain magari sviluppata da Google? Facebook? Chi lo sa, certo è che il concetto di de-centralizzato potrebbe essere solo uno slogan commerciale.

Che sia un periodo di riflessione lo possiamo osservare anche da questo grafico proposto da DefiLlama: il sito che raccoglie i principali Analitics che ruotano attorno al mercato della finanza decentralizzata.

Ai primi di dicembre, il Total Value Locked ovvero l’ammontare di risorse impiegate all’interno della DeFi era pari a circa 270 Miliardi. A due mesi di distanza tale valore è sceso a 197 Miliardi. (-70 Miliardi!).

Tra i vari protocolli che hanno attirato la mia attenzione c’è Anchor Protocol. Un sistema che ti permette di ottenere una rendita annua pari al 20% in UST (una stable coin ancorata al valore del dollaro).

Mi sono letto il white paper e ho cercato di capire come fanno ad offrire un tasso così elevato e senza scendere troppo nei tecnicismi, quello che ho notato è che chiaramente il sistema non è sostenibile specialmente in fasi di ribasso del mercato.

Oggi ci troviamo in una fase in cui il totale degli investitori (quelli che chiedono il 20%) è di gran lunga superiore ai richiedenti. Come possiamo notare infatti, la forbice si sta allargando notevolmente.

Ciò implica che le riserve (ovvero il margine di interesse che la piattaforma accumula, si sta velocemente bruciando giorno dopo giorno). Se il mercato dovesse continuare a scendere, probabilmente tutta la riserva verrà bruciata e quindi il tasso di interesse dovrà per forza di cose scendere. Certo è che io non sarei poi così tranquillo a lasciare il mio capitale depositato in un sistema che brucia capitale…

Per questo mese è tutto! Ciao e arrivederci al prossimo. 🙂

Informazioni su Daniele Forza 143 Articoli
Sono Daniele, fondatore di questo blog. Dal 2015 investo attivamente nelle piattaforme di P2P Lending e sono qui per raccontarvi la mia esperienza.

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