Tassazione degli interessi nel P2P Lending

Sempre più spesso riceviamo richieste di informazioni in merito alla tassazione degli interessi nel P2P lending. Per questo motivo abbiamo deciso di scrivere un breve articolo che spiega in modo molto semplice come vengono tassati i proventi derivanti dall’attività di prestiti tra privati.

Innanzitutto, occorre evidenziare il fatto che la tassazione degli interessi nel Peer to peer lending cambia se la piattaforma ha sede in italia oppure all’estero.

Le piattaforme Italiane

La Legge di Bilancio (Legge 205/2017) ha introdotto una agevolazione per i prestatori, assoggettando i proventi da investimento nel social lending alla ritenuta a titolo definitivo con aliquota 26%, come già accade per altri proventi finanziari quali dividendi e cedole di obbligazioni. Fino al periodo d’imposta 2017, invece, tali proventi concorrevano alla determinazione del reddito imponibile da dichiarare e subivano una tassazione ai fini IRPEF secondo l’aliquota marginale del contribuente in funzione degli scaglioni di reddito.

In parole semplici, le piattaforme di peer to peer lending italiane agiscono come sostituto di imposta, applicando agli interessi mensili una ritenuta alla fonte del 26% a titolo di imposta.

Alla fine di ogni anno solare, all’interno di ogni piattaforma è possibile visualizzare la certificazione unica (CU) che contiene il riepilogo degli interessi percepiti nel corso dell’anno e delle ritenute applicate.

La piattaforma October

Le piattaforme estere

Se decidiamo di investire in piattaforme estere quali ad esempio Bondora, Mintos o Crowdestate, il trattamento fiscale sarà differente rispetto alle piattaforme italiane. Infatti, poiché tali piattaforme non applicano alcuna ritenuta, saremo noi a dover dichiarare al fisco ogni anno i proventi realizzati.

In sostanza quindi i rendimenti maturati nell’anno di riferimento, andranno a concorrere alla formazione della base imponibile ai fini IRPEF (calcolato in base a scaglioni ed aliquote crescenti).

Anche in questo caso, le piattaforme mettono a disposizione un documento che riporta gli interessi percepiti per ogni anno solare di riferimento da presentare al proprio CAF o commercialista di fiducia.

E’ per quanto riguarda l’IVAFE?

L’IVFE è una imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero. Il valore di tale imposta dipende dal tipo di attività finanziaria dichiarata. Ad esempio, per conti correnti e libretti di risparmio detenuti all’estero l’imposta è di 34,20€ annui ed è dovuta solo nel caso in cui si superi anche per un solo giorno il controvalore di 15000€ o se la giacenza media annuale supera i 5000€.

Per quanto riguarda i prodotti finanziari, sulla base di quanto stabilito dall’articolo 1 del TUF è richiesto il versamento dell’IVAFE con l’aliquota prevista nella misura dello 0,2% da applicare al totale del capitale investito.

Nel Peer to peer lending, la discriminante che definisce se l’attività sia da trattare come conto corrente o come prodotto finanziaro, è la presenza di un mercato secondario o, più in generale se le piattaforme permettono la “negoziabilità” dei crediti.

Esempio di tassazione degli interessi: piattaforme italiane vs piattaforme estere

A questo punto, per fare maggior chiarezza ho realizzato questa tabella che riepiloga l’impatto fiscale sul rendimento netto tra piattaforme italiane ed estere.

Paese PiattaformaScaglione IrpefRendimento LordoAliquotaIVAFERendimento Netto
ItaliaNessuno5%26%0%3.70%
Europa<15.000 euro12%23%0.2%9.24%
Europatra 15.000 e 28.000 euro 12%27% 0.2%8.76%
Europatra 28.000 e 55.000 euro 12%38% 0.2%7.44%
Europatra 55.000 e 75.000 euro 12%41% 0.2%7.08%
Europaoltre 75.000 euro 12%43% 0.2%6.84%

Ipotizzando un rendimento lordo del 5% per le piattaforme italiane ed un rendimento lordo del 12% per le piattaforme estere, possiamo notare come investire nelle piattaforme italiane non sia conveniente per ogni scaglione di reddito.

Ovviamente tali rendimenti non tengono conto dei potenziali default che che a mio avviso, su alcuni paesi esteri possono essere molto più alti di quelli italiani.

Questo articolo è stato scritto con l’obiettivo di fare un po’ di chiarezza sull’attuale tassazione degli interessi nel P2P lending. La normativa non è ancora chiara ed è in continua evoluzione. Pertanto vi consiglio di rivolgervi comunque al vostro commercialista che saprà sicuramente aiutarvi nella corretta compilazione della dichiarazione dei redditi.

Informazioni su Daniele Forza 68 Articoli
Sono Daniele, fondatore di questo blog. Dal 2015 investo attivamente nelle piattaforme di P2P Lending e sono qui per raccontarvi la mia esperienza.

15 Commenti

  1. Ciao Daniele, ti chiedo una precisazione in merito a questo articolo: nel momento di dichiarazione dei redditi, l’interesse che vado a dichiarare è ovviamente su di un capitale più o meno presunto, in quanto gli asset possono sempre rivelarsi – anche a breve termine – in default. A questo punto, si possono compensare perdite in c/capitale con gli interessi maturati?
    Inoltre, con piattaforme straniere (nel mio caso Bondora) la procedura è identica a quella di Prestiamoci o ci sono ulteriori differenziazioni?

  2. Ciao Andrea, in realtà tu in dichiarazione dei redditi riporterai gli interessi che hai percepito nell’anno precedente e quindi non sono presunti ma effettivi (al netto quindi di eventuali perdite in conto capitale). A tal proposito, ogni piattaforma dovrebbe rilasciarti a inizio anno la certificazione degli interessi che andrai ad integrare con i tuoi redditi.

    Non mi risulta inoltre che eventuali minusvalenze siano detraibili.

    La piattaforma Bondora non l’ho ancora analizzata e quindi non ti so dire con certezza se si comporta come le altre che hai citato tu ma penso che siano tutte identiche…

  3. Ti ringrazio. In breve dichiaro la “fotografia” al 31/12 fornitami dalla piattaforma. Se poi alcune perdite di capitale dovessero risultare riscosse nell’anno seguente si compenserà.

  4. Ciao Andrea, volevo solo farti notare che i titoli di stato sono soggetti ad un’aliquota agevolata del 12,5%, non del 20%.

  5. La mia domanda è’ semplice…invece che andare a sottolineare le differenze di tassazione tra questa tipologia di investimento e un titolo/azione/ interesse bancario, non sarebbe più facile “raccogliere” investimenti tra soggetti che hanno già il regime fiscale dichiarativo vedi societa di capitali ( srl o SPA), molto limitate dal legislatore negli investimenti mobiliari e in cerca di porti sicuri e redditivita per la loro liquidità??

  6. Buonasera, per quale motivo sono tassati all’aliquota marginale? non sono tassati come strumenti finanziari, in particolare redditi di capitale?

  7. Sono tassati ad aliquota marginale perché il regolatore non si è ancora espresso in materia.

  8. Gentile Andrea

    I redditi da p2p vanno dichiarati nel quadro RM12 al lordo di ritenute subite. Con Housers si paga già una tassazione che è per i progetti spagnoli al 19%. Quindi dovrei pagare solo il 7% ancora ma sembra di no in quanto la percentuale da inserire è il 26%. E semmai dove recupero nella dichiarazione quanto già prelevato di tasse dalla piattaforma? Grazie in anticipo della risposta

  9. Salve Lazzaro, le riporto un estratto di ciò che dichiara la piattaforma Housers in merito alla tassazione degli interessi percepiti nella piattaforma:

    “Gli investitori di Housers (i cd. crowdfunders) fiscalmente residenti in Italia che, nel corso del periodo d’imposta, hanno investito nei progetti contenuti nella piattaforma http://www.housers.com, e ne hanno ottenuto periodicamente i frutti tramite interessi mensili, devono dichiarare tali redditi, come redditi diversi, nel Mod. Unico ovvero nel Mod. 730. Gli interessi così ottenuti saranno tassati ad aliquota marginale in base allo scaglione Irpef di competenza.

    Gli interessi pagati dalle società promotrici spagnole ad investitori non residenti (nella fattispecie ad investitori italiani) subiscono in Spagna una ritenuta in uscita del 19% e in portogallo del 28%. L’investitore potrà recuperare, tramite il meccanismo del credito di imposta, nella sua dichiarazione dei redditi, l’importo della ritenuta subita all’estero, fatte salve le regole relative alle convenzioni contro le doppie imposizioni.”

  10. Gentilissimo Daniele

    Grazie della risposta, ma Housers con quanto riportato in merito a tassazione dei proventi ha fatto solo un casotto lasciando il tutto nel vago. Mi spiego. Gli interessi percepiti devono essere tassati del 26% e non a scaglione irpef come risulta inserendoli nel 730. Inoltre inserendoli nell’unico, quadro RM12, risulta difficile riportare quanto di tasse da loro già prelevato che risulta poi differente per i deversi progetti a cui si è aderito in dipendenza della nazione. Aiuto !! Grazie

  11. Nella tabella, lo scaglione 15-28k è errato, in quanto la nuova tassazione è più conveniente (essendo del 26% piuttosto che del 27%), non viceversa.

  12. Gentile Daniele,

    da quello che ha scritto non è necessario che l’investitore dichiari i redditi derivanti dagli interessi percepiti nel caso di piattaforme italiane che applicano la ritenuta alla fonte del 26%. Per quanto riguarda saldi finali e giacenze medie al 31/12/20xx del “conto” della piattaforma? Vanno dichiarati come si fa per i c/c bancari o c’è una normativa specifica?

    Grazie mille e complimenti per il blog!

  13. Ciao Riccardo, se investi in una piattaforma italiana ti verrà accreditato l’interesse già decurtato del 26% quindi non dovrai sostanzialmente versare nulla in quanto è la piattaforma che fa da sostituto d’imposta per te. Per quanto riguarda la giacenza media non è richiesto nulla al momento.

  14. Buongiorno Daniele, grazie per il tuo blog, forse sai dare una risposta al mio quesito: come dichiarare gli interessi per progetti italiani su piattaforma Housers (staniera)? Come hai riportato tu, October, pur essendo straniera, sui progetti italiani fa da sostituto d’imposta e rilascia il Certificato Unico, mentre Housers trattiene il 26% alla fonte, ma poi non rilascia il Certificato Unico. Allora come si fa? Se lo inserisci nella Dichiarazione dei Redditi nel quadro RL, come piattaforma estera, qualunque sia il tuo scaglione, non paghi il 26% (come dovuto per progetti italiani); se lo inserisci nel quadro RM, paghi il 26% ma non recuperi quanto trattenuto. Loro non rispondono alla domanda se sono sostituto d’imposta in Italia, allora non vedo una soluzione chiara … Che ne pensi? Grazie! Saluti Sd

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