Intervista a Gianluca De Simone: CEO di ReCrowd

recrowd gianluca de simone

Recrowd è una piattaforma italiana di crowdfunding immobiliare: un innovativo sistema che ti permette di investire in immobili sfruttando le potenzialità offerte dalla rete.

Il lending crowdfunding (così si definisce nel gergo tecnico) offre la possibilità di finanziare progetti immobiliari in cambio di un tasso di interesse che si aggira intorno al 10% lordo annuo.

E’ una particolare forma di investimento che sta riscuotendo sempre più successo grazie al suo potenziale e alla sua semplicità.

Se vuoi capire meglio come funziona la piattaforma, ti consiglio di leggere la mia recensione per capire se Recrowd possa fare al caso tuo.

Di recente sono entrato in contatto con Gianluca De Simone, CEO e fondatore della società al quale ho voluto fare qualche domanda e ne è venuta fuori un’intervista.

Buona lettura.

Ciao Gianluca, grazie per aver accettato il mio invito. Mi racconti come e quando è nata Recrowd?

L’idea di Recrowd nasce nel novembre 2018 a seguito di alcune esperienze, condivise con gli attuali co-founder, in cui abbiamo vissuto le dinamiche di un investitore nel mercato immobiliare.

Questa esperienza unita alle competenze pregresse nel settore bancario e digitale, ci ha permesso di contestualizzare del mercato immobiliare di allora, quella che potesse essere la soluzione più funzionale ma soprattutto rivoluzionaria da presentare ad un mercato che aveva un disperato bisogno di rinnovarsi.

Dopo un anno di attività di sviluppo e due round di finanziamento abbiamo avviato la piattaforma e lanciato i primi progetti delle aziende selezionate.

Quanti siete nella squadra? Qual è il vostro background?

Il team attualmente è composto da dieci risorse, anche se siamo sempre alla ricerca di nuove figure, oltre che moltissimi collaboratori che ci permettono di affinare la nostra proposta di servizi al mercato.

Il background dei co-fondatori è un mix di esperienza approfondita in ambito bancario e digitale.

Mi puoi dare una overview del prodotto offerto? Rendimento atteso, tassi di default, volumi erogati, ecc…

La piattaforma ad oggi ha erogato, attraverso gli oltre 7500 utenti, capitali per più di 11 milioni di euro, finanziando 51 progetti, dei quali 16 restituiti completamente (90% in anticipo sul contratto) con un rendimento totale medio lordo dell’11%, ma soprattutto mantenendo un tasso di default pari a 0%.

Qual è il profilo di investitore medio? Quanto investe in piattaforma?

Lavorando con un grande numero di investitori è difficile descrivere un profilo medio, all’interno della nostra piattaforma troviamo investitori da 250€ ad oltre 50.000€.

Solamente gli importi di investimento non permettono di profilare correttamente gli investitori, essendo un mercato nuovo, tanti investitori stanno ancora provando a capire e decidono di rischiare poco impegnando quindi poco capitale.

Al momento avendo una grande varietà di investitori, l’investimento medio si aggira intorno ai 4500€.

Come funziona il vostro processo di recupero? Se il debitore non paga cosa succede?

Questa fenomeno viene monitorato già dalla selezione, non solo nell’approvazione del progetto proposto dall’azienda, ma anche nell’analisi economico, contabile e fiscale della stessa e dei soci che la compongono, al fine di contenere i rischi di non-rimborso e trasformarli eventualmente in possibili ritardi sul rimborso del capitale.

Il ritardo nel rimborso viene gestito attraverso un interesse di mora che va a tutelare i partecipanti alla campagna di crowdfunding, permettendogli di non vedere il tasso d’interesse pattuito da contratto erodersi nel tempo.

Veniamo al punto più spinoso del settore del P2P Lending. Come funziona la tassazione all’interno della vostra piattaforma?

Questo argomento, al momento, risulta per il lending crowdfunding, un punto poco chiaro, in cui si ha da una parte la Legge di Bilancio 2018 (Legge 205/2017), la quale dice che i proventi da investimento nel ‘social lending’ ottenuti da persone fisiche sono assoggettati alla ritenuta a titolo definitivo con aliquota 26%, mentre l’Agenzia delle Entrate sostiene che la ritenuta può essere applicata solo da intermediari finanziari iscritti all’albo o da un istituto di pagamento (artt. 106 e 114 del TUB).

Ogni piattaforma pertanto decide come interpretare questo contrasto.

All’interno di Recrowd ragionando prudenzialmente abbiamo cercato di seguire entrambe, indicando che alla scadenza del contratto, il rendimento generato va al netto della ritenuta del 26% a titolo di acconto sugli interessi.

Il netto ricevuto va poi portato in dichiarazione dei redditi e verrà tassato in base al proprio scaglione IRPEF di appartenenza, con conguaglio o meno su quanto già pagato.

Nel corso dell’ultimo anno molte piattaforme hanno osservato un impatto negativo a causa della pandemia di Covid-19. In che modo la pandemia ha influito sulla vostra società? Ci sono state sfide significative che avete o state affrontando?

In modo prudenziale nei primi periodi di incertezza dovuti alla pandemia, abbiamo completamente rallentato le attività di selezione delle aziende e presentazione delle campagne, per poi ripartire con selezioni mirate per eliminare i rischi di mercato, dovuti soprattutto alle tempistiche incerte del periodo, che avrebbero potuto riflettersi in modo negativo sul rimborso dei progetti.

Complessivamente, quindi, la pandemia ha portato più attenzione a tantissimi aspetti e dopo un leggero rallentamento nei mesi di incertezza, ha poi dato una spinta molto più forte al mercato.

Parliamo dei prossimi sviluppi. Ci sono novità all’orizzonte?

Penso che, Recrowd, come anche altre piattaforme italiane, debba concentrarsi ancora tanto sulle risorse che il mercato italiano può offrire, sia in termini di capitali che di crescita.

Per ora stiamo lavorando ad una nuova categoria all’interno della piattaforma per coinvolgere investitori professionali attraverso asset derivati che nel tempo possano continuare a mantenere i rendimenti offerti nel mercato.

Cosa ne pensi del settore del real estate crowdfunding? Qual’è la tua visione e quali saranno le prossime sfide da affrontare?

La nuova normativa Europa porterà tantissime sfide alle piattaforme, alcune visibili anche dall’esterno, che si rifletteranno poi sull’offerta di servizi agli investitori e molte altre sfide rimarranno interne alla piattaforma.

Gli adattamenti alla normativa in termini di tecnologia, personale e responsabilità non saranno indifferenti, gli operatori che rimarranno saranno quelli con più forza, anche economica, che possano garantire un’impeccabile gestione dell’investitore sotto tutti gli aspetti.

Il mercato di oggi ci permette di guardare con positività al futuro, anche se ci sono ancora tante obiezioni da risolvere, soprattutto da parte degli investitori immobiliari, per rendere il crowdfunding lo strumento di finanza principale e non più alternativa per chi vuole svolgere operazioni immobiliari.

Informazioni su Daniele Forza 121 Articoli
Sono Daniele, fondatore di questo blog. Dal 2015 investo attivamente nelle piattaforme di P2P Lending e sono qui per raccontarvi la mia esperienza.

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