equity crowdfunding

Letteralmente, Equity Crowdfunding significa “capitale sociale finanziato dalla folla“. Attraverso l’equity crowfunding, gli investitori privati hanno la possibilità di finanziare PMI o start up mediante piattaforme autorizzate da Consob in cambio di una quota di partecipazione.

In questo articolo scoprirai che cos’è l’equity crowdfunding, come funziona, quanto può rendere, i suoi rischi, come viene tassato e la normativa di riferimento per avere un quadro complessivo a 360 sul prodotto.

Cos’è e come funziona

Per capire come funziona, pensa di essere un futuro azionista che sceglie alcune società da finanziare e ne acquista delle quote. Il tutto su una piattaforma: l’intermediario. Scopri tutte le piattaforme di equity crowdfunding.

Il tuo scopo è quello di scegliere i migliori progetti. Infatti, in caso di successo degli stessi, le tue quote aumenteranno di valore e potranno quindi essere rivendute ad un prezzo più alto di quello di acquisto.

Equity crowdfunding: i rendimenti

Partiamo dal presupposto che l’investimento in equity crowdfunding è un investimento di lungo periodo. E’ molto improbabile credere di poter fare un’exit prima di 5 anni.

In Italia il fenomeno è nato da poco tempo e pertanto non abbiamo ancora un campione significativo che ci permetta di valutare quale sia il rendimento atteso di questi strumenti.

Il Politecnico di Milano ha creato un Osservatorio che pubblica periodicamente dei report sull’evoluzione del fenomeno, ma i casi sono ancora molto limitati.

Due casi, però, ci hanno particolarmente colpiti:

  • CrowdFundMe, un portale di equity crowdfunding che si è autofinanziato, con un valore pre-money di 2,5 milioni, e che al momento della quotazione ha raggiunto il valore di 13 milioni.
  • CleanBnb, leader nella gestione di immobili per affitti brevi che ha fatto la prima campagna con un valore pre-money di 400.000 euro, e che si è capitalizzata in Borsa per 14 milioni di euro.

Equity crowdfunding: i rischi e come tutelarsi

Prima che inizi a fantasticare sulla tua prossima exit, voglio riportarti anche alcuni punti per renderti maggiormente consapevole su come funzionano l’equity crowdfunding e il mondo delle start up e PMI.

Secondo Startupbusiness.it la percentuale di fallimento delle start up va da un 75% a un 90%, e solo una piccolissima percentuale tra quelle che non falliscono si trasforma in unicorno.

Non bisogna poi dimenticare che, operando on-line, c’è il rischio di incorrere in operazioni illecite o truffe. Per questo motivo ti consiglio di leggere l’articolo su tutti i rischi prima investire.

Equity crowdfunding: la normativa

L’Italia è il primo paese in Europa ad essersi dotato di una normativa specifica sullo strumento. Poichè, come noto, il tessuto produttivo italiano è composto da PMI, il legislatore vede l’equity crowdfunding come leva di sviluppo di attività imprenditoriali.

Proprio la presenza di una normativa, consultabile nel portale Consob dedicato, lo rende uno strumento più controllato rispetto a strumenti analoghi di paesi esteri.

La tassazione

La normativa italiana offre incentivi fiscali a imprese o privati che investono in Start up o PMI innovative:

  • imprese: godono di un regime fiscale agevolato in quanto possono detrarre fino al 30% del capitale investito, con un limite massimo di 1,8 milioni all’anno
  • le persone fisiche possono detrarre dal reddito imponibile un importo pari al 30% di quanto investito fino ad un massimo di 1 milione di euro.