Trustbuddy ritira l’offerta di acquisto del marchio Prestiamoci

La notizia relativa alla fusione tra le società Trustbuddy ed Agata SpA (società che controlla il 100% del marchio Prestiamoci), rimbalzò su tutte le principali testate giornalistiche. Si trattò, nello specifico, dell’intenzione di voler acquisire, da parte di Trustbuddy, il 100% delle azioni di Agata SPA mediante un’operazione di finanza straordinaria alle seguenti caratteristiche:

  • 1,5 milioni in contanti,
  • 3,8 milioni in azioni TrustBuddy,
  • 10 milioni di opzioni call TrustBuddy con rapporto di cambio 1:1 entro il 2018 ad uno strike price pari al 160% del prezzo medio del titolo in prossimità del closing dell’operazione.

Tuttavia, in una notizia diffusa il 5 giugno 2015 da Digital magics con un comunicato ufficiale, si evince che vi è stata una rottura dell’accordo di fusione. Nello specifico, Digital magics ha ricevuto notifica da parte di AGATA SpA della decisione di TrustBuddy di recedere unilateralmente dall’accordo.

Digital Magics, che detiene circa il 22,4% di Agata S.p.A., ritenendo del tutto infondata la posizione assunta da TrustBuddy, ha avviato le iniziative legali opportune a tutela dei propri diritti. Digital Magics, infine, ha dichiarato che continuerà a sostenere Prestiamoci (Agata S.p.A.) credendo fortemente nel modello di business e nelle ottime prospettive del settore, a maggior ragione a seguito dell’ottenimento della licenza di istituto di pagamento da parte di PituPay. Digital Magics, avrebbe finalizzato l’operazione con una plusvalenza dalla cessione di circa il 300%. Da ultimo, è stato notificato che, nel periodo compreso fra il 13 novembre 2014 (data di comunicazione degli accordi) e giugno 2015, la performance borsistica del titolo di TrustBuddy AB è stata di –74%. (FONTE).

 

Trustbuddy stockTrustBuddy stock

 

 

Osservando le quotazioni di TrustBuddy, possiamo confermare quanto appena espresso. A partire dal mese di novembre, infatti, la società ha invertito il suo trend di crescita.

Il 13 novembre l’impresa quotava a 1,29 euro, oggi la società quota 0,21 centesimi. (-83,72%).

Alla luce dei fatti, non possiamo avanzare l’ipotesi che questa vicenda sia alla base del crollo del prezzo del titolo anche se possiamo sicuramente affermare che il suo effetto non è stato del tutto marginale.

 

Daniele Forza

Classe '82. Dopo aver conseguito una laurea triennale in economia di Internet ed una magistrale in finanza decide di perfezionare i suoi studi con un master in credit risk management. Appassionato di tecnologia e di finanza, fonda ItalianCrowdfunding.it per raccontare l'evoluzione del crowdfunding in Italia e nel mondo specializzandosi poi nell'area P2P lending.