I rischi dell’Equity Crowdfunding: quali sono e come tutelarsi

Il fenomeno dell’Equity Crowdfunding non è soggetto a specifiche regolamentazioni nella maggior parte dei Paesi in cui è sviluppato e ad esso si applicano normative già esistenti per altre tipologie di investimenti analoghi. In Italia, invece, sono presenti due corpi normativi, di rango primario (Decreto crescita bis) e secondario (regolamento Consob) con l’obiettivo di regolamentare l’offerta di capitale di rischio on-line. In modo particolare il regolamento Consob ha l’obiettivo di “creare un ambiente affidabile in grado di creare fiducia negli investitori” e “tutelare gli investitori diversi dai clienti professionali mettendoli in condizioni di operare scelte consapevoli”.

Il ruolo di Consob

Per facilitare l’accesso e favorire lo sviluppo di questo fenomeno, e conseguentemente aumentare il grado di educazione finanziaria, la Consob ha istituito un’apposita sezione all’interno del suo sito web per fornire tutte le informazioni riguardanti l’investimento tramite portali on-line. In particolare la Consob presenta i principali rischi per l’investitore in modo da poter operare una scelta d’investimento consapevole.

In primo luogo bisogna ricordare che investendo tramite portali on-line:

  • si acquisisce a tutti gli effetti la qualifica di socio, partecipando a pieno al rischio economico dell’impresa con il rischio di perdere l’intero investimento;
  • è presente un divieto di distribuzione degli eventuali utili futuri per un periodo massimo di 4 anni per le start-up innovative;
  • gli strumenti finanziari sottoscritti sono considerati illiquidi (in caso di vendita sarà più difficile identificare l’effettivo valore economico della partecipazione e trovare una controparte disposta ad acquistarla).

Prospetto informativo e descrizione dell’offerta

La Consob fa notare anche come la leva di successo del crowdfunding, ovvero l’impatto emotivo di una nuova idea imprenditoriale, possa influenzare la scelta di investimento. In effetti la descrizione della società e delle nuove azioni emesse non avviene con le consuete modalità (prospetto informativo) ma attraverso apposite schede – presentate anche attraverso immagini, video o pitch – le quali non necessitano di una preventiva autorizzazione da parte della Consob. In questo caso l’analisi economica e finanziaria che ogni investitore dovrebbe fare prima di effettuare una scelta d’investimento potrebbe essere influenzata da fattori emozionali – date anche le modalità di comunicazione delle informazioni – e dunque effettuare una scelta d’investimento che non rispecchi il proprio profilo di rischio-rendimento.

Rischio illeciti e truffe

Non bisogna poi dimenticare che, operando prevalentemente on-line, c’è il rischio di incorrere in operazioni illecite o truffe. A tal fine bisogna fare attenzione ad eventuali offerte di investimento ricevute via email e ad offerte in cui vi è una richiesta di informazioni personali e/o di somme di denaro. Ricorda che il gestore del portale non può richiedere il versamento di somme di denaro a suo nome ma l’importo dell’investimento deve essere accreditato esclusivamente in un conto indisponibile intestato all’emittente degli strumenti finanziari. Per questo motivo, prima di investire in un’idea imprenditoriale tramite portali on-line, è utile effettuare alcune verifiche preliminari per evitare di effettuare una scelta d’investimento errata, ad esempio:

  1. Consultare il sito Consob nella sezione dedicata all’Equity Crowdfunding e leggere attentamente tutte le informazioni fornite (è possibile anche verificare la propria preparazione finanziaria attraverso dei giochi/test);
  2. Controllare che il gestore del portale cui ci rivolgiamo sia effettivamente iscritto al registro dei gestori tenuto dalla Consob;
  3. Verificare i dati forniti dal registro con quelli effettivi del gestore (sito internet, telefono, sede);
  4. Consultare il sito internet della società che emette gli strumenti finanziari per carpire più informazioni possibili in modo da poter effettuare una prima analisi d’investimento e consultare i documenti societari quali statuto, atto costitutivo e business plan.

La tutela dell’investitore retail

La regolamentazione inoltre pone una tutela particolare per l’investitore retail (investitore diverso da Banche, Compagnie di assicurazione, Sim, ecc.), il quale, prima di poter aderire ad un’offerta tramite portali on-line, deve aver compiuto un “percorso d’investimento consapevole” al fine di comprendere caratteristiche e rischi dell’investimento. “Secondo le modalità presenti sul portale, l’investitore non professionale deve:

  • dar prova di aver preso visione delle informazioni di investor education presenti sul sito internet della Consob;
  • aver risposto positivamente ad un questionario sulle caratteristiche essenziali e i rischi principali connessi all’investimento in start-up innovative;
  • dichiarare di essere in grado di sostenere economicamente l’intera perdita dell’investimento che intende effettuare.”

Se l’investitore non supera il percorso d’investimento il gestore non può consentire all’investitore di accedere alla sezione del portale in cui è possibile aderire all’offerta. In altre parole, non si è idonei ad effettuare l’investimento.

Dunque…

Prima di investire tramite portali on-line è bene conoscere tutti gli aspetti che disciplinano l’operazione e i diritti e gli obblighi conseguenti la scelta d’investimento, anche avvalendosi della consulenza di un esperto in materia qualora fosse necessario.

Ricorda inoltre che l’investimento non termina con l’acquisto dello strumento finanziario, ma bisogna seguire l’investimento nel tempo e, ove possibile, partecipare alla vita societaria. Per questo motivo è utile consultare periodicamente il sito internet della società e prendere visione dei documenti societari (bilancio) per essere costantemente aggiornato sull’andamento societario. Particolare attenzione deve poi essere posta ai possibili futuri cambi di controllo. In tali occasioni, se non si vuole incorrere in effetti diluitivi delle proprie partecipazioni è bene conoscere i propri diritti di recesso e di co-vendita (tag-along) presenti obbligatoriamente all’interno dello statuto societario.

Andrea Friso

Andrea Friso

2 pensieri riguardo “I rischi dell’Equity Crowdfunding: quali sono e come tutelarsi

  • 11/02/2017 in 10:29 pm
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    Articolo molto interessante. Vorrei porle 2 domande se possibile.
    1) se si diventa ” socio” di queste aziende poi in caso di fallimento del progetto si perde solo il capitale investito o si può verificare l’eventualità di partecipare alle perdite aziendali in rapporto alla quota societaria acquisita?
    2) gli statuti delle aziende sono regolamentati con la previone di evitare che una volta che il progetto diventi remunerativo si possano diluire le partecipazioni iniziali degli investitori di crowfounding? Perché sappiamo che quando una startup diventa appetibile a grandi multinazionali poi di solito c’è la fregatura per i piccoli nvestitori

  • 13/02/2017 in 5:32 pm
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    Ciao Andrea, per quanto riguarda la prima domanda la risposta è da ricercare nella tipologia di quote/azioni che si sottoscrivono. Se si acquistano quote/azioni ordinarie si diventa socio a pieno, partecipando dunque anche alle perdite aziendali in rapporto alla quota posseduta. Se invece vengono sottoscritte altre tipologie di quote/azioni queste possono prevedere alcune limitazioni, ad esempio, in merito alla partecipazione alle perdite aziendali, mancato diritto di voto in assemblea, ecc. In ogni caso, tutte queste informazioni sono dettagliatamente indicate nel documento di offerta presente obbligatoriamente sul portale.

    In merito alla seconda domanda bisogna precisare che, nel caso in cui ci sia l’ingresso di un nuovo socio, la diluizione delle quote possedute è quasi inevitabile. A questo proposito nello statuto societario sono quasi sempre presenti diritti di recesso e/o di co-vendita volti a tutelare gli investitori in caso di acquisizioni da parte di terzi soggetti.
    Per approfondire la questione rimando all’articolodi seguito: https://goo.gl/SHcucA

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