Reward based Crowdfunding

Il reward crowdfunding consiste nella raccolta di risorse finanziarie on-line a fronte di un riconoscimento o di una ricompensa.

Il modello in esame risulta essere attualmente quello maggiormente diffuso, secondo il Massolution Report più dei 2/3 delle piattaforme mondiali sono di tipo reward.  La formula del reward crowdfunding è difatti largamente utilizzata grazie alla sua capacità di remunerare i crowdfunders, senza disperdere però, risorse utili al progetto. Grazie alla pratica del reward crowdfunding, il proponente o creator, può rivolgersi alla folla per ottenere le risorse finanziarie utili allo sviluppo del proprio progetto, offrendo in cambio delle ricompense.

Le ricompense hanno normalmente  un valore inferiore alla donazione, ciò nonostante suscitano nella folla un interesse notevole grazie al valore che la stessa attribuisce a piccoli gesti di ringraziamento quali mail, citazioni personali e Vip ticket. Il valore delle ricompense può inoltre essere graduato in relazione all’importo donato, la scelta delle ricompense spetta unicamente al promotore.

L’evoluzione del modello reward e la continua ricerca di soluzioni e modelli in grado di combinare le esigenze della folla e la necessità dei proponenti di aggirare la cronica difficoltà nel reperimento di fondi, hanno gradualmente prodotto lo sviluppo di tre sotto-modelli riferibili alla pratica del reward crowdfunding.

1) Ricompense o riconoscimenti.

Nell’ambito di una campagna di crowdfunding, il proponente può prevedere riconoscimenti emozionali o ricompense materiali a fronte delle risorse ricevute. In tal caso il valore della controprestazione è nella maggior parte dei casi simbolico ed emozionale, il crowdfunders potrà ricevere in cambio menzioni, ringraziamenti personalizzati o oggetti di modesto valore. Dal punto di vista giuridico tale tipologia di rapporto è regolata dall’art. 793 del C.C., e rientra a pieno titolo nella disciplina della Donazione modale. La responsabilità per la ricompensa è un onere che grava interamente sul donatario, ossia sul proponente, eventuali inadempimenti danno diritto al crowdfunder di revocare la donazione effettuata.

2) Pre-selling.

Lo sviluppo del reward crowdfunding ha portato alla introduzione nelle campagne in modalità reward della pratica del pre-selling con la quale è possibile presentare al mercato prodotti o servizi, ancora non realizzati, per la produzione dei quali si rende necessario il finanziamento della folla. I backers, ossia coloro che effettuano la donazione, ottengono così il diritto a ricevere il prodotto/servizio prima del lancio ufficiale sul mercato, chiaramente ad un prezzo scontato. Il pre-selling rappresenta una possibilità concreta per innovatori e piccole imprese di lanciare con successo un nuovo prodotto, testandolo in via anticipata con il consenso della folla. Il modello pre-selling e reward puro spesso sono complementari, non alternativi, come nel caso di Hydro Jacket la campagna lanciata su Kickstarter nel 2014 per la produzione di una giacca al 100% di cotone organico, idrorepellente e windproof, interamente realizzata in Italia. I creators hanno definito ben dodici livelli di ricompense, da una donazione minima di 5$ con invio di etichetta personalizzata di ringraziamento, ad una donazione oltre i 4200$ con visita presso lo stabilimento di produzione, tour culturale e la possibilità di scegliere cinque modelli di Hydro Jacket.

La prevendita di prodotti in procinto di venire ad esistenza rientra nella pratica della compravendita, in tal caso effettuata on-line, dunque, la pratica del pre selling è sottoposta alla normativa sull’e-commerce e sulle relative tutele previste nei confronti dell’acquirente a distanza. La principale implicazione per il proponente è la corretta ponderazione dei tempi di realizzazione e spedizione del prodotto al fine di non incorrere nell’esercizio del diritto di recesso previsto in capo al consumatore/donatore.

3)Revenue-sharing.

Il revenue sharing crowdfunding è una tipologia di reward-based nella quale la controprestazione che bilancia il finanziamento è la partecipazione ai profitti di un’attività imprenditoriale: si tratta, dunque, di un premio di natura finanziaria, corrispondente ad una quota di ricavi o degli utili dell’azienda finanziata, pagabile a determinate condizioni e per un certo periodo di tempo. Questa formula può essere utilizzata per specifici affari o singole linee di prodotto di un’azienda, senza coinvolgere gli altri affari del proponente. Nell’ordinamento giuridico italiano questa pratica rientra nel paradigma dell’associazione in partecipazione, disciplinata dagli artt. 2549 ss. CC.

In Italia attualmente non esistono piattaforme royalty-based, la mancata diffusione della pratica nel territorio nazionale appare essenzialmente dovuta  ad una sua sperimentazione ancora non sufficiente. Tuttavia non mancano alcuni esempi, in Europa la piattaforma tedesca Sellaband, consente ad artisti emergenti di ottenere i fondi necessari al lancio di un nuovo disco accordando ai finanziatori una percentuale definita di royalty in relazione agli utili generati dal progetto.

 

Lucia Michela Daniele

Anno 1987, Dottoressa in Economia & Management, Musicista per genetica e Lettrice del Mondo. Il Crowdfunding entra nella sua vita grazie alla tesi di laurea magistrale, e si ostina a non abbandonarla. Appassionata di Startup e Business Strategy è fermamente convinta che la finanza alternativa possa contribuire fattivamente al rinvigorimento della nostra, da troppo tempo ormai, malata economia.