Real estate crowdfunding: una nuova opportunità per l’Italia

Nell’immaginario collettivo, quando si pensa alla parola crowdfunding la prima cosa che viene in mente può essere una colletta online su Kickstarter o Indiegogo per finanziare un’iniziativa. Se inizialmente il crowdfunding ha preso piede con il donation e reward, ultimamente è il crowdinvesting a farne da padrone. Nel crowdinvesting gli investitori acquistano piccole quote in progetti di start-up o finanziano presiti a privati e pmi. Oppure ancora anticipano fatture o finanziano la costruzione di immobili. Secondo le ultime stime, il crowdinvesting (esclusi gli strumenti di raccolta di tipo donation o reward) potrebbe raggiungere volumi pari a 300 miliardi di dollari annui entro il 2025.

A sostenere la crescita potrebbe essere inoltre un nuovo modello di business che si sta sviluppando attorno al crowdfunding anche per via della congiuntura favorevole della ripresa del mercato immobiliare. Ci riferiamo al real estate crowdfunding: una innovativa modalità di finanziamento per il settore immobiliare.

Lo scopo di questo articolo è informare i nostri lettori di questa nuova opportunità di investimento attraverso una semplice panoramica di che cos’è il real estate crowdfunding, quali sono le piattaforme operative in Italia, come si investe tra le varie opportunità e qual è il tasso di rendimento che ci si può aspettare.

Per trovare tutte le offerte di real estate crowdfunding disponibili in Italia, visita www.investft.com

Che cos’è il Real Estate Crowdfunding?

Immagina di avere una somma a tua disposizione e di voler contribuire alla realizzazione di un’opera immobiliare. Un tempo, questo genere di attività era di competenza di banche,fondi o investitori istituzionali per via degli ingenti patrimoni da mettere a disposizione per la realizzazione di questo genere di opere. Oggi invece grazie alla tecnologia è possibile investire da casa e senza particolari capitali (bastano infatti appena 50 euro). Se all’estero è ormai realtà da diversi anni, in Italia qualcosa si sta muovendo proprio in questo ultimo periodo grazie alla nascita di due portali dedicati: Housers e Walliance. (quest’ultima tutta Italiana).

Le piattaforme in Italia

Housers

Housers, è una piattaforma FinTech che opera nel segmento del Real Estate. E’ sbarcata in Italia con una opportunità di investimento (un immobile in via Col di Lana a Milano). La piattaforma online di crowdfunding immobiliare, creata e lanciata nel 2015 in Spagna, ad oggi conta oltre 50 mila utenti. Pensata per rendere accessibile a chiunque il mercato immobiliare, Housers dà la possibilità di investire su uno o più asset partendo da un capitale di 50 euro. In due anni dal lancio, la piattaforma ha permesso alla sua community di oltre 90 nazionalità di investire più di € 25 milioni su un totale di oltre 100 immobili, compresi anche quattro a Milano.

Walliance

Walliance è l’unica piattaforma 100% italiana di Equity Crowdfunding appositamente dedicata al Real Estate. Walliance è una startup trentina che nasce da una visione ben precisa del Gruppo Bertoldi: sviluppare il mercato del crowdfunding italiano. Il primo progetto in cui la crowd potrà subito investire è un progetto residenziale localizzato proprio a Trento, per una raccolta fondi pari a € 500.000, a cui si aggiungono due nuovi progetti (a Venezia e Milano) per €1,83 milioni, visionabili grazie all’esclusiva modalità preview. La piattaforma seleziona progetti immobiliari ad alto potenziale e li propone ai sottoscrittori nella maniera più trasparente: a planimetrie, business plan e documentazione varia si aggiungono un dettagliato resoconto, compreso di storico della società offerente e persino la possibilità di calarsi direttamente all’interno dell’area cantiere con immagini a 360 gradi.

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Come funziona un investimento nel real estate crowdfunding?

Ogni piattaforma ha un proprio processo di investimento ma in linea generale gli step operativi da compiere per effettuare un investimento nel real estate crowdfunding sono i seguenti:

 

  • Registrazione: è il processo che ti permette di attivare un account all’interno di una piattaforma. Per ognuna di esse è necessario registrarsi perché sono tutte completamente indipendenti.
  • Apertura di un account: attraverso una procedura guidata viene creato un proprio account virtuale. Housers collega poi a questo account un portafoglio digitale di Lemonway, un istituto di pagamento francese, verso cui bonificare i fondi che saranno utilizzati per acquistare le quote di debito delle società che sviluppano immobili. Diverso è per Walliance: per completare l’investimento basterà attivare il proprio account, compilare il questionario di profilatura MiFID ed effettuare un bonifico al conto corrente indisponibile acceso direttamente dal proponente presso Banca Finint, italiana anch’essa. Questo perché il patrimonio non è mai gestito direttamente dal portale ma affidato ad una società esterna.
  • Trasferimento dei fondi: attraverso un bonifico bancario è possibile caricare il proprio portafoglio virtuale.
  • Investimento nelle opportunità: l’utente può decidere di selezionare le migliori opportunità sulla base del proprio grado di rischio, rendimento e durata.
  • Scambio delle quote nel mercato secondario: attualmente non è consentito trasferire quote di società. Non esiste quindi un vero e proprio mercato secondario. Housers consente, allinterno del proprio portale, unicamente di trasferire il credito da un soggetto ad un altro.

In generale, quando si investe nel real estate crowdfunding è necessario comunque aver compreso il livello di “due diligence” che esegue la piattaforma nell’analisi e nella pubblicazione delle campagne attive. Inoltre, prima di prendere in considerazione una qualsiasi forma di investimento, è necessario informarsi bene e chiarire ogni dubbio al riguardo per evitare di incorrere in potenziali perdite o rischi.

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Quanto rende il real estate crowdfunding?

Il rendimento nel real estate crowdfunding può essere scomposto in due componenti. Esse dipendono dalla tipologia di piattaforma che colloca lo strumento nel mercato. Attualmente in Italia abbiamo due tipologie di piattaforme:

  • Lending crowdfunding
  • Equity crowdfunding
Quando si investe in una piattaforma di tipo lending solitamente il rendimento è dato dal tasso d’interesse che si pattuisce di ricevere dal soggetto che raccoglie i fondi. Il fatto che tali interessi derivino o meno dalla riscossione dei canoni di locazione dell’immobile non è rilevante: l’oggetto è il prestito, non la destinazione che il prenditore da alle somme ricevute. E’ comunque possibile ottenere un’extra rendimento legato alla vendita dell’immobile.
Quando invece si investe in una piattaforma di tipo equity, l’investimento è fatto direttamente nell’impresa che si impegna a costruire l’immobile. Si acquista pertanto una quota della società e il rendimento sarà dato dalla differenza tra prezzo di vendita dell’immobile e capitale investito. Ferma restando, in ogni caso, la possibilità anche per i portali di Equity Crowdfunding di selezionare operazioni di messa a reddito.

Conclusioni

Se in UK e in USA il mercato è già esploso, anche in Germania e Francia la crescita è esponenziale, rispettivamente sono stati raccolti €164 milioni in Germania e €171 milioni in Francia. Ci aspettiamo che anche in Italia nascano in futuro sempre più imprese legate a questo genere di attività. Questo per tre motivi.

Il primo è legato alla normativa che ha permesso di aprire l’equity crowdfunding non solo alle pmi innovative ma a tutte le pmi in generale. Ciò significa che possono richiedere capitali attraverso l’equity crowdfunding tutte le piccole e medie imprese.

Il secondo è legato al fatto che in Italia, il mercato immobiliare e gli investimenti nel settore stanno ripartendo.

Il terzo è legato ai nuovi modelli di business model esteri che si possono introdurre anche nel nostro paese.


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Daniele Forza

Classe '82. Dopo aver conseguito una laurea triennale in economia di Internet ed una magistrale in finanza decide di perfezionare i suoi studi con un master in credit risk management. Appassionato di tecnologia e di finanza, fonda ItalianCrowdfunding.it per raccontare l'evoluzione del crowdfunding in Italia e nel mondo specializzandosi poi nell'area P2P lending.

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