Prestiamoci: la piattaforma

La societa’ Prestiamoci

Prestiamoci (Agata SpA) nacque nel 2010 come spin-off di Banca Sella, ed è la seconda piattaforma operativa in Italia che si occupa di P2P lending. L’obiettivo che promuove attraverso il proprio sito web, consiste nel creare un sistema di credito che offre un rendimento vantaggioso per chi investe ed un tasso conveniente per chi ha l’esigenza di finanziare i propri progetti. Questa impresa opera attraverso una community di persone (prestatori e richiedenti), la quale incontrandosi sulla piattaforma internet si interfaccia nella richiesta e nella concessione dei prestiti in un’ottica di economia condivisa. La piattaforma è raggiungibile all’indirizzo internet www.prestiamoci.it. I dati aggiornati a febbraio 2015 mostrano 562 prestatori attivi, 435 prestiti erogati per un ammontare totale di 2.2 milioni di euro.

Lo sviluppo

Nell’ottobre del 2013, la società Digital Magics partecipò, coadiuvata da investitori italiani ed internazionali, alla sottoscrizione di un’operazione di aumento di capitale di 450.000 euro, entrando con una quota del 25,61% (pari a 107.000 euro) nell’assetto azionario di Prestiamoci. Attratti da questa operazione di ampliamento del capitale sociale, anche importanti operatori privati ed istituzionali europei ed americani, esperti nel settore del P2P lending a livello globale. Oltre all’investimento in denaro, Digital Magics, ha apportato diversi servizi strategici e tecnologici a supporto del business management: inserendo all’interno del team manager professionisti qualificati e specializzati nella gestione di business legati all’hi-tech ed alla finanza, rendendo i prodotti aziendali sempre più competitivi, innovativi, appetibili per il mercato. Michele Novelli, nuovo Partner di Digital Magics, è stato il responsabile dell’iniziativa di aumento del capitale e curatore del piano industriale, delle relazioni con gli investitori e dell’evoluzione dell’operazione. Si trovava comunque nello stesso ruolo anche per la fase di start-up, ricoprendo anche il ruolo di Managing Director di Prestiamoci (brand commerciale di Agata S.p.A.). Successivamente, invece, è stata confermata la carica del presidente Daniele Loro, ex Partner di Andersen e Managing Director della boutique finanziaria Arché, al quale si è aggiunto come consigliere Stefano Miari, ex Vice Presidente di Morgan Stanley e di Bank of America Merrill Lynch. La governance dell’azienda ha riservato a Digital Magics il diritto di nominare almeno un componente del Consiglio di Amministrazione e il Managing Director, nonché un membro del consiglio sindacale effettivo. Per lanciare la start-up, Novelli, ha puntato su esperti in grado di selezionare richiedenti affidabili. Il problema delle piattaforme, come noto, è legato alla presenza nel portafoglio di prestiti che difficilmente rientrano se concessi a soggetti non affidabili. Per quanto riguarda la parte tecnologica, altro tassello chiave del business, si occupa Digital Magics. Ciò conferma il fatto che le start-up fin-tech devono prima di tutto affidarsi a persone con esperienza nel settore finanziario a cui affiancare l’attività di sviluppo e gestione della piattaforma. E’ di estrema rilevanza segnalare che la società nel novembre del 2014, ha effettuato un’operazione di fusione con la società norvegese “TrustBuddy”, quest’ultima considerata una delle imprese leader nel mercato scandinavo dei prestiti di tipo peer to peer. Il valore dell’operazione di fusione, che ha comportato l’acquisto del 100% delle azioni di Agata S.p.A. (società che detiene e gestisce il marchio Prestiamoci), è risultato pari a 5,3 milioni di euro di cui 1,5 milioni corrisposti per cassa e 3,8 milioni in azioni di TrustBuddy. In aggiunta, i soci di Prestiamoci hanno ricevuto 10 milioni di opzioni call delle azioni di TrustBuddy, con rapporto di concambio 1 opzione 1 azione entro il 2018 ed uno strike price pari al 160% del prezzo medio del titolo in prossimità del closing dell’operazione. Mediante questa fusione, Trustbuddy ha dichiarato che intende diventare un punto di riferimento globale del peer to peer lending nel mondo. Attualmente, la piattaforma Prestiamoci opera in Italia in maniera distinta rispetto alla capogruppo Trustbuddy che l’ha inglobata. Nei prossimi anni, per porre rimedio a queste differenze operative, è stato dichiarato che i servizi saranno integrati in un’unica piattaforma.

ATTENZIONE: L’operazione di fusione è stata interrotta da parte della società TrustBuddy

I mercati di Prestiamoci

Prestiamoci ha individuato sette mercati di riferimento in cui vengono collocati i vari richiedenti e sono identificati da una lettera che va dalla A alla G. In realtà, come per le altre imprese che operano nel settore, i mercati non sono altro che i rating associati ai vari debitori. Quelli contrassegnati con la lettera A sono i meno rischiosi e quelli con la lettera G i più rischiosi. Dai dati disponibili sul portale, è stata realizzata la tabella n. 1 che indica, per ogni classe di rischio, il rendimento medio (TAN) per gli investitori, il tasso di insolvenza atteso ed il rendimento netto, che è dato dalla differenza dei due valori precedenti.

Classe A

Classe B

Classe C

Classe D

Classe E

Classe F

Classe G

TAN

4,40%

5,99%

7,57%

9,86%

11,36%

12,52%

13,51%

Tasso di insolven za

0,13%

0,26%

0,43%

0,76%

1,54%

2,97%

4,91%

Rend. Netto

4,27%

5,73%

7,14%

9,10%

9,82%

9,55%

8,60%

Tabella n. 1: Rendimenti e tassi di insolvenza: fonte Prestiamoci (Dati gennaio 2015).

 

Come prevedibile, all’aumentare del tasso di insolvenza (rischio di default) corrisponde un incremento del rendimento netto. E’ da rilevare, tuttavia, come le classi di merito F e G invertano la loro tendenza, in quanto i prestiti di tali categorie hanno un tasso di insolvenza così elevato da renderli meno profittevoli rispetto a quelli di classi migliori.

Investire nel P2P lending

E’ possibile effettuare investimenti manuali in cui il singolo utente può scegliere come investire le proprie quote andando a selezionare i mercati di riferimento in cui intende operare. Da ultimo, è prevista una modalità automatica di investimento per la quale l’utente è messo nella condizione di poter scegliere il tasso di interesse che intende ottenere, sarà un’applicazione a calcolare in maniera automatica l’ammontare da investire nei vari mercati. Per ogni investimento, l’azienda trattiene una commissione pari al 1% del capitale, dello 0,2% per l’ammontare di capitale non investito ed inoltre sono previste penali per il rientro anticipato dell’investimento. I rendimenti ottenuti tramite la piattaforma Prestiamoci, devono essere dichiarati annualmente ed inseriti nella sezione dei redditi. Gli interessi incassati saranno quindi tassati ad aliquota marginale in base allo scaglione Irpef del Prestatore.

Per comprendere appieno la convenienza circa l’effettuazione di un investimento nei mercati P2P è stata realizzata la tabella n. 2, che mette a confronto le diverse tipologie di strumenti finanziari. L’orizzonte temporale utilizzato è 4 anni ipotizzando un capitale investito di 1000 euro. Le quotazioni degli strumenti sono alla data del 07 febbraio 2015.

BTP 1 FEB 2019 4,25%

OBBLIGAZIONE BANCA IMI TF 4,10% SCAD. OTT 2019

PRESTIAMOCI CLASSE DI RISCHIO A

PRESTIAMOCI CLASSE E

RENDIMENTO LORDO (ANNUO)

0,14%

3,62%

4,27%

9,82%

INTERESSI LORDI

1,40

36,20

42,7

98,20

TASSAZIONE

12,50%

26%

23%

23%

IMPOSTA

0,18

9,412

7,59

20,28

INTERESSI NETTI

1,23

26,788

35,11

77,92

Tabella n. 2: Comparazione tra i più comuni strumenti finanziari.

Come si evince dalla analisi in tabella, l’investimento che genera il miglior rendimento è quello di Prestiamoci classe E, il quale è già calcolato al netto delle eventuali insolvenze attese che si potrebbero generare nel sistema. Inoltre, anche ipotizzando la tassazione massima applicabile a questo tipo di investimento (pari al 43%), il rendimento si mantiene comunque superiore.

I requisiti minimi per ottenere un finanziamento

Come per ogni attività di P2P lending, anche per Prestiamoci sono previsti alcuni requisiti dal lato del richiedente per rendere possibile la concessione di un prestito. Innanzitutto il prestito deve avere un’ammontare capitale che va da un minimo di 1.500 euro sino ad un massimo di 25.000 euro, rimborsabili da uno a quattro anni a scaglioni di anno in anno. I tassi di interesse da corrispondere variano in funzione della classe di rischio che viene assegnata: variando da un minimo di 4.40% ad un massimo di 13.51%38. Le commissioni richieste sono anch’esse variabili e vanno da un minimo dell’ 1% sino ad un massimo del 4% in riferimento all’importo concesso. Sono previste, infine, spese di bollo pari a 16 euro, spese di gestione incasso rata e spese per la gestione di eventuali rate insolute.

I requisiti base per poter accedere al finanziamento sono i seguenti:

  • il Richiedente deve essere una persone fisica (non sono finanziabili le persone giuridiche);
  • età compresa tra i 24 e 75 anni;
  • cittadinanza italiana;
  • anzianità minima di lavoro maturata di almeno 6 mesi (per i lavoratori subordinati);
  • tenuta per almeno 24 mesi di un’attività libero professionale del medesimo genere (per i lavoratori autonomi);
  • anagrafica della persona fisica censita sul CRIF;
  • nessuna presenza di protesti e/o pregiudizievoli;
  • intestazione di un conto corrente in Italia con anzianità minima di 6 mesi;
  • concessione massima di due prestiti in essere contemporaneamente.

Fonte: Sito web Prestiamoci.it

Daniele Forza

Classe ’82. Dopo aver conseguito una laurea triennale in economia di Internet ed una magistrale in finanza decide di perfezionare i suoi studi con un master in credit risk management. Appassionato di tecnologia e di finanza, fonda ItalianCrowdfunding.it per raccontare l’evoluzione del crowdfunding in Italia e nel mondo specializzandosi poi nell’area P2P lending.

Un pensiero riguardo “Prestiamoci: la piattaforma

  • 29/09/2017 in 2:49 pm
    Permalink

    Piattaforma totalmente inadeguata. Su 3.500 euro investiti (da 3 anni perciò anche congelati) persi oltre 600 euro che con molta probabilità non riprenderò mai più. Ci pago pure il bollo sopra. Attività di recupero 0. Prestiti di classe A o B con 1 rata (su 48) ridate indietro ecc. Servizio clienti inutile. Sconsigliato totalmente!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *