Crowdfunding: piattaforme generaliste o “di nicchia”?

Articolo di Azzurra Scattarella

Ormai tutti hanno imparato che l’“occhio vuole la sua parte”, perciò tutti curano il packaging per aumentarne la probabilità di vendita di un prodotto; ma importante è anche dove il prodotto sarà collocato, in quale negozio e in quale vetrina.
Queste banali lezioni di marketing spicciolo ci portano però a fare un paragone con il mondo del crowdfunding, deducendo l’importanza della piattaforma che si sceglie per la propria campagna di raccolta fondi, che è uno degli aspetti fondamentali per il suo successo.

L’importanza della piattaforma: generalista e settoriali?

Infatti, quando si lancia una campagna di crowdfunding la scelta della piattaforma su cui immettere il progetto è uno degli elementi principali da considerare, che vanno ben aldilà della pura “estetica del prodotto”.

Innanzitutto, bisogna pensare che inizialmente le piattaforme di crowdfunding erano, oltre che poche, anche molto simili e generaliste: su ognuna di esse c’erano progetti di vario genere, che spaziavano dall’ingegneria elettronica alle app tecnologiche fino ai progetti per il benessere o la salute di qualcuno ai progetti più squisitamente culturali, volti a finanziare idee artistici, musicali, cinematografici ecc.

Col tempo ci si è resi conto che questo non aiutava i progetti stessi, dato che c’era una commistione molto grande di interessi e settori su questo tipo di piattaforme: per continuare con i paragoni dal mondo commerciale, la situazione assomigliava un po’ al trovarsi in un enorme centro commerciale a più piani per comprare un astuccio di penne colorate. Un’impresa possibile, sicuramente, ma resa più difficile dal fatto di trovarsi ad attraversare lunghi corridoi di alimentari, panetteria, frutta e verdura, articoli da giardino e esterni, prima di raggiungere ciò per cui si era entrati.

Se questa semplice impresa si allunga in una situazione come quella sopra descritta, nell’era dell’informazione digitale venire risucchiati in un grande marasma sovra-informativo è ancora più semplice! E rendere le cose complicate a chi invece deve donare i propri soldi sulla spinta di un’emozione impulsiva, di un istinto entusiastico e generoso (causato magari dal video promo della campagna, o da un post condiviso su Facebook) non è certo il massimo!
Per questo motivo, col tempo sono nate e si sono sviluppate diverse piattaforme di nicchia, nominate piattaforme verticali: in questo tipo di piattaforme di crowdfunding, si trovano progetti e campagne relative ad un unico determinato ambito e, di solito, sono seguite da un pubblico altrettanto specifico e targetizzato.

Come si può immaginare, le piattaforme di nicchia presentano diversi vantaggi:
  1. sono settoriali, perciò non c’è rischio di perdersi in una marea di argomenti superflui per i supporter;
  2. se ben sviluppate, sono seguite da una community che ha a cuore proprio i temi che i progetti di crowdfunding vanno a toccare;
  3. un utente che entra per donare a un progetto, può trovare altri progetti simili o nello stesso ambito che potrebbero interessargli ulteriormente, e quindi decidere di donare anche per qualche altro progetto.

Ci sono piattaforme di crowdfunding verticale ormai in ogni settore, dalla musica (come MusicRaiser), all’editoria libraria (come Upspringer), allo sport (come SportSupporter); quasi tutte sono reward-based, cioè funzionano con il sistema del “premio” o “regalo” per ogni donazione, anche perché spesso la ricompensa che si ottiene è il prodotto stesso che si cerca di realizzare con la campagna o qualcosa di ad esso vicino: ad esempio, in un progetto di crowdfunding per un’antologia collettiva di racconti, un premio può essere un racconto extra, o il libro stesso autografato dagli autori.

Cambiano invece le modalità di raggiungimento dell’obiettivo, secondo i classici, ormai, canoni del fundraising “keep it all” o “all or nothing”, elementi altrettanto importanti da valutare quando si sceglie che tipo di piattaforma usare per il proprio progetto.
 Resta da dire che, nelle piattaforme generaliste, ancora tantissime e tra le più grandi attive, normalmente vi sono campagne che ottengono l’obiettivo prefisso: questo dipende da molti fattori – dall’impegno dei suoi propositori affinché la campagna raggiunga il successo alla buona comunicazione dell’idea, ecc. – ed anche dal fatto che spesso le piattaforme non di nicchia sono già celebri di per se (ad esempio, Kickstarter) perciò attirano un numero di curiosi del mondo del crowdfunding a prescindere dal progetto immesso.

Possono essere utili per progetti di larga veduta, per esempio, che abbracciano più tematiche contemporaneamente, per progetti civici e trasversali; ma nel futuro, è prevedibile un’ulteriore caratterizzazione delle piattaforme e un aumento di quelle di nicchia, proprio perché internet premia la logica della long tail (ossia il dettaglio sul particolare) e le community si rafforzano laddove c’è un’identità e un sentimento comune che le rappresenta nel migliore dei modi.

Isabella Cultrera

Isabella Cultrera è la CEO e Fondatrice di Upspringer, una delle piattaforme di crowdfunding di nicchia più influenti del settore editoriale. Crowdfunding expert, ed autrice di “Guida al Crowdfunding” e “Una breve guida al crowdfunding di successo”.

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