La Quinta P del Crowdfunding, l’intervista a Maurizio Imparato

Se le bugie fanno crescere il naso, Kickstarter ce l’ha lunghissimo…?

Einstein diceva “le crisi sono una benedizione per i popoli perché permettono la sperimentazione”.

Maurizio Imparato, manager, formatore e consulente aziendale ha da poco messo su carta l’esperienza di tre anni della scuola di formazione Master Mind sul Crowdfunding e l’ha fatto proprio con una campagna su Kickstarter con un overfunding del 250%. Possible-Crowdfunding Tales non sarà però un libro di soli numeri ma spiegherà la forza della Quinta P della Crowd.

Intervista con Maurizio Imparato

maurizio imparato campagna

Quali sono gli Step che portano dall’idea al progetto su piattaforma?

Il primo segnale che ti fa comprendere che è giunto il momento è il sentirti pronto. Per mesi racconti a tutti la tua idea, ti confronti ed ascolti i suggerimenti. La provi e vedi che funziona. La fai provare ad un amico e senti il suo entusiasmo. Questo è l’iter. Trasforma la tua idea meravigliosa in un “qualcosa” che “qualcun altro” può provare. Appena hai realizzato questo puoi prepararti al Crowdfunding.

​Chi ti aiuta? Chi ti ha aiutato? Chi pensi ti aiuterà?

Ti aiuta chi ti vuol bene. Ti ha aiutato qualcuno a cui hai dato in passato. Ti aiuterà chi potrà beneficiare della tua realizzazione.

Perché il libro?

Perché dopo 4 anni, centinaia di prove, tanti errori e molti onori è arrivato il momento di rendere fruibile, in una forma classica, l’esperienza fatta.  La bibliografia italiana è ancora molto giovane.

Con la tua campagna hai raccolto due volte e mezzo la cifra target iniziale, il 250%, ti aspettavi un successo tale e come pensi che questo possa cambiare le prospettive del libro stesso?

Il risultato delle campagna è stato in linea con le mie aspettative. L’80% delle campagne di successo sono nella forchetta 8-10 mila euro. Il risultato è stato costruito applicando una delle regole che suggerisco ai miei corsisti. Modulare la campagna come fosse una costruzione Lego, prima l’ossatura fondamentale è poi gli abbellimenti. Sono stato un buon allievo di me stesso. Sicuramente con il risultato raggiunto il libro sarà anche bello esteticamente.

Pensi che una campagna per avere successo debba essere strutturata da un “Professionista”?

Non è strettamente necessario se ti stai “lanciando” nel mondo del Crowdfunding. La rete accoglie chi ha voglia ma scarsi mezzi. Discorso diverso se hai già una grande comunità che ti segue. Il Crowdfunding è uno strumento da maneggiare con cura. Puoi rinforzare la relazione con i tuoi, se ne comprendi lo spirito che vi lega. Puoi fare, di contro, molti danni se invece vai semplicemente a chiedergli soldi. Ci sono Crowdfinder che hanno messo a dura prova la loro comunità.

Oltre al libro c’è di più, Napoli offre sicuramente una delle scuole più creative e frizzanti del paese per l’approccio al Crowdfunding. Cosa pensi in generale, e se l’hai notata, della differenza​ che c’è tra i diversi approcci in Italia?

In Italia ci sono tante realtà che hanno espresso campagna di grande valore. A Torino sono nate due piattaforme di grande spessore, ci sono stati progetti lanciati nel mondo universitario e si sperimenta tanto. A Bologna altrettanto. Parma ha avviato una piattaforma intra-universitaria oltre che una campagna di Crowdfunding per il calcio. Campagna alla quale ho avuto il piacere di dare il mio contributo nell’impostazione. Credo che in Italia ci sia grande fermento. A Napoli quel che sta succedendo è molto semplice. Einstein diceva “le crisi sono una benedizione per i popoli perché permettono la sperimentazione”. Questa sperimentazione è iniziata nel 1850, quasi due secoli fa. Tanti “ragazzi” partiti a fare esperienza in giro per il mondo stanno tornando a casa. Piuttosto che sopravvivere altrove stanno tornando con la voglia di realizzarsi qui. Il Crowdfunding ti permette di essere in contatto con il mondo praticamente a costo zero. Da Napoli si può partire per dare un segnale di fiducia e di coesione.

Quali sono le prospettive del Crowdfunding nel nostro paese? E più in generale in nel resto del mondo?

Il numeri del Crowdfunding oggi sono drogati da 2 macro fenomeni. Il Social Lending e “Kickstarter”. Il primo credo sia destinato a rientrare nel mondo bancario. La prima banca che interpreta correttamente cosa significa fare banca in questo nuovo mondo lo ingloberà. È di questi giorni la campagna di Crowdfunding che sta facendo scalpore per la rapidità di saturazione dell’offerta (guarda caso un’idea di banca moderna). L’effetto Kickstarter è destinato a scemare. Le prime tre campagne per raccolta stanno facendo grande fatica a tener fede agli impegni presi. Inizia a farsi largo qualche campagna “leggera” che ha tradito i Backers. Secondo me siamo prossimi ad un cambio di pelle. Il Crowdfunding è lo strumento con il quale si sta forgiando la nuova economia partecipata. Economia fatta di coinvolgimento e collaborazione. Il Marketing è destinato a fare i conti con la “Quinta P”. I marketers studiano il Prodotto, il Prezzo, il Posizionamento e le Promozioni. Ora dovranno fare spazio agli antropologi che invece studiano le Persone e non i target.

La favola continua, ci dobbiamo aspettare un secondo libro?​

Il Crowdfunding è materia viva. Il libro vuol essere un primo punto di contatto. La favola può evolvere in tanti modi. Chissà. Mi piace pensare che questo libro possa aprire un varco nel quale accogliere altri e sperimentare insieme.

Nicola Furnari

Siciliano adottato dalla nebbia, laurea in marketing e passione per il digital. Amo cibo, vino e mare e loro amano me.

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