La creatività non è superflua: Cartoo, il gioco dell’immaginazione che unisce grandi e piccoli

E’ on line da pochi giorni, e ha raggiunto già il 40% dell’obiettivo di raccolta. E’ Cartoo, il primo teatro delle ombre per smartphone che stimola la creatività dei piccoli per rendere speciali i momenti in famiglia.

Un studio pubblicato di recente sulla rivista americana Psychology Today evidenzia che le nuove generazioni hanno subito un declino della creatività. I più piccoli non sembrano essere avventurieri come i fratelli maggiori. Questa minore propensione a sperimentare esperienze di gioco pare essere generata da intrattenimenti ludici per i più piccoli troppo strutturati, che non lasciano spazio alla creatività, che definiscono modalità e regole senza stimolare l’emotività espressiva. Ma i bambini non hanno bisogno di giochi “prestabiliti”, al contrario, secondo Peter Gray, sanno benissimo come divertirsi se lasciati liberi di esprimersi.

Cartoo coglie appieno questa filosofia e sviluppa, con l’ausilio della tecnologia, una nuova forma di espressione della creatività. Semplice, intuitivo, inclusivo e stimolante: un progetto di innovazione sociale dove i protagonisti sono i più piccoli e loro immaginazione. Perché la creatività è una cosa seria.

Ma lasciamo che sia chi lo ha ideato a raccontarvelo in prima persona.

Ciao Antonio, che cos’è Cartoo?

Ciao, Cartoo è il primo teatro delle ombre per lo smartphone, un kit in cartone che permette di costruire personaggi e proiettare ombre attraverso la luce dello smartphone. Un gioco, ma anche un abilitatore della narrazione, che vuole stimolare la creatività di grandi e piccoli.

Tecnologia come elemento di inclusione, come nasce questo progetto?

Il progetto nasce come reazione all’uso passivo della tecnologia e alla fruizione di video e contenuti a cascata da parte dei bimbi. Con lo smartphone in mano spesso entrano in una dimensione di isolamento, così come tante volte capita anche a noi adulti. Un giorno sono rientrato a casa ed ho trovato mia madre che per distogliere mio figlio dallo smartphone lo stava utilizzando per proiettare, con la torcia, le ombre dei suoi giochi sul muro. L’entusiasmo di Diego nel giocare con le ombre e creare storie è stato lo stimolo per ideare Cartoo. Abbiamo visto in Cartoo uno strumento per trascorre del tempo creativo e giocoso per genitori e figli, che ci aiuta a rinunciare per un po’ all’isolamento che spesso ci induce l’uso dello smartphone. Con Cartoo abbiamo l’obiettivo di sfruttare le potenzialità della tecnologia per facilitare la dimensione conviviale e collaborativa e la costruzione delle storie da rappresentare.

Chi c’è dietro Cartoo?

Siamo Antonio Ilic Vitolo, Marianna Longo e Rudy Caggiano. Tutti genitori e ci impegniamo a giocare in maniera creativa con i nostri piccoli. Abbiamo competenze diverse che abbiamo messo a sistema per realizzare Cartoo. Io lavoro come consulente  di formazione e marketing, Marianna è un’illustratrice, Rudy è un cardboad designer ma anche un performer di spettacoli per grandi e bambini.

Come mai avete deciso di lanciare una campagna di crowdfunding?

Ci serve un piccolo capitale iniziale per avviare la prima produzione ed il crowdfunding ci è sembrato il metodo più efficace, la campagna è anche un’ottima occasione per fortificare una community che ci sostenga e accompagni nella fase di sviluppo ed implementazione di Cartoo.

Tra le ricompense vi è una ricompensa sociale, in cosa consiste?

Il “cartoo sospeso” un’iniziativa che prende spunto dalla famigerata tradizione napoletana del caffè sospeso. I sostenitori che sul sito www.eppela.com/cartoo sceglieranno questa ricompensa riceveranno un Cartoo a casa mentre un altro sarà consegnato ad un’associazione che si occupa di infanzia che potrà destinarlo ad un bambino o utilizzarlo per iniziative. Ogni 10 cartoo sospesi realizzeremo un laboratorio didattico creativo presso le associazioni.

Quali sono gli sviluppi futuri che immaginate per il vostro progetto?

Sicuramente il primo passo sarà di costituirci come start-up. Stiamo sperimentando i laboratori che vorremmo proporre a scuole, associazioni, musei ed altri enti che potrebbero essere interessati. Infine vorremmo potenziare la parte digital sviluppando le potenzialità dello smartphone andando oltre l’uso esclusivo della lampada e sviluppare servizi che possano facilitare grandi e piccoli nella costruzione e nella rappresentazione delle storie.

 

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Lucia Michela Daniele

Anno 1987, Dottoressa in Economia & Management, Musicista per genetica e Lettrice del Mondo. Il Crowdfunding entra nella sua vita grazie alla tesi di laurea magistrale, e si ostina a non abbandonarla. Appassionata di Startup e Business Strategy è fermamente convinta che la finanza alternativa possa contribuire fattivamente al rinvigorimento della nostra, da troppo tempo ormai, malata economia.

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