Goal di una campagna di crowdfunding: come definirlo correttamente?

Nella progettazione della tua campagna di crowdfunding, una delle prime decisioni che ti troverai ad affrontare sarà proprio relativa all’obiettivo economico di cui necessiti. Ma come definire correttamente il goal finanziario?

Prima di aiutarti a rispondere a questa domanda, ci sono delle premesse che vorrei tu tenessi bene a mente.

Un goal troppo elevato scoraggia le persone

Ti stupirà apprendere che diversi studi empirici sul crowdfunding hanno rilevato una relazione significativa – ma NEGATIVA – tra le possibilità di successo di una campagna di crowdfunding ed il goal economico. Cosa significa? Che all’aumentare dei fondi richiesti, diminuiscono le possibilità di raggiungere l’obiettivo.

Questo per almeno due ordini di motivi.

In una campagna di crowdfunding, i protagonisti sono i backers. La motivazione prevalente che porta un soggetto a contribuire alla tua causa, è la possibilità di sentirsi co-fondatore di una iniziativa. Quindi, parte attiva di un progetto. Se consideriamo che l’intervento di un crowdfunder è tanto più determinante quanto più consente di avvicinarsi al suo obiettivo economico, allora la formula è semplice da intuire. Se il crowdfunder avverte che il suo sforzo finanziario non è determinante per il successo, potrà decidere di non supportare il tuo progetto. In tal senso obiettivi finanziari troppo elevati possono scoraggiare le contribuzioni.

Ciò non significa che dovete ridurre la vostra richiesta di fondi, piuttosto non gonfiarla sperando di raccogliere più di quanto effettivamente necessitate. L’invito è quindi in tal caso è ad essere realistici e corretti. Il crowdfunding non è uno strumento per raccogliere soldi “facili”, ma un potente mezzo di networking e marketing.

Le persone amano i vincenti, non i perdenti                                                 

Immagina di avere dinanzi a te due campagne: un progetto che ha richiesto 20.000 euro e ne ha raccolti 50.000, e un progetto che ha raccolto 50.000 euro con un obiettivo economico di 100.000. Nel primo caso, la campagna ha raggiunto un overfunding del 250%, nel secondo caso invece è stato raggiunto il 50% del goal. A parità di gradimento, quale campagna supporteresti?

Nel 90% dei casi, la scelta ricadrebbe sul primo progetto, quello che già superato il suo obiettivo di raccolta e che quindi ha già raggiunto il successo. La motivazione è semplice.

Soprattutto per le campagne che adottano il metodo dell’All or nothing (o raggiungi il goal prestabilito o ti rimane la sete di risorse finanziarie), i backers preferiscono supportare campagne che hanno già raggiunto con successo il goal o che sono molto prossime a farlo. In tal caso, infatti, si riduce il rischio di effettuare un investimento in un progetto che non sarà realizzato o che difficilmente potrà realizzarsi.

La logica è semplice, anche se in entrambi i casi sono stati raccolti 50.000 euro, 250% suona nettamente meglio rispetto al 50%.

Il Budgeting

Affermare che il crowdfunding rappresenti un metodo di raccolta fondi a costi ridotti non equivale ad affermare che la costruzione o il lancio di una campagna di crowdfunding non comporti investimenti.

Post-it: il crowdfunding non è uno strumento di raccolta capitali cost free!

Ancora un volta ti stupirai scoprendo che molte campagne falliscono anche perché i progettisti non hanno saputo prevedere tutte le spese relative alla campagna di crowdfunding. Una mancata attività di budgeting comporterà inevitabilmente l’erosione dei fondi raccolti, perchè molti costi non adeguatamente preventivati andranno ad essere sostenuti proprio grazie ai fondi raccolti tramite la campagna.

Quindi come pianificare al meglio l’obiettivo economico che dovrai settare per la tua campagna?

Il Goal Minimo

Rappresenta l’obiettivo economico che una volta raccolto consentirà al tuo progetto di prendere vita. Ciò significa che non andrà settato in campagna l’obiettivo che intendi raggiungere, piuttosto quello di cui realmente necessiti per poter completare con successo il lancio della tua iniziativa. Identificare il goal minimo significa, una volta definite tutte le fonte alternative di capitale di cui disponi, verificare quanto del tuo fabbisogno residuale può essere supportato dalla folla.

Immagina di voler commercializzare una nuova linea di borse (si, la scrivana è donna). In tal caso una volta definito il costo totale di produzione e il relativo costo di spedizione, immagina che per spedire 200 borse necessiti di 10.000. Anche se 10.000 è il budget di cui necessiti questo potrebbe non essere il goal minimo. Immagina di avere a disposizione altre fonti, che possano aggiungersi alla tua struttura finanziaria per euro 2.000, allora il tuo goal minimo sarà pari a 8.000.

Considera inoltre la quantità di produzione. All’aumentare della quantità prodotta, si riduce il costo unitario. Tutte le scelte attinenti al volume di produzione impatteranno sul tuo goal minimo, riducendolo o aumentandolo a seconda delle specifiche circostanze.

I costi vivi

Come anticipato una campagna di crowdfunding richiede comunque un investimento di risorse da preventivare in vista del lancio:

  • Costi di creazione delle ricompense e spedizione. Identifica per ogni livello di reward il costo totale di produzione e spedizione e ipotizza una quantità richiesta. Certo, non sarà semplice avere una proiezione realistica dei livelli di reward, ma cercando di identificare il costo di produzione e spedizione di ogni reward x la quantità richiesta avrai maggiore consapevolezza circa le risorse che dovrai impiegare per spedire le ricompense, risorse che giocoforza saranno sottratte al budget raccolto.
  • Fatturazione, obblighi contabili e fiscali. A seconda della tipologia di campagna e del soggetto proponente (persona fisica, team, società neo-costituita, onlus o società esistente), verifica con un professionista tutti gli obblighi fiscali e contabili che andranno adempiuti, considerando anche il saldo iva nel caso del pre-selling.
  • Fee della piattaforma. Non dimenticare di considerare le fee della piattaforma per l’attività di intermediazione. Normalmente sono stimate in percentuale fissa sull’importo raccolto.
  • Media Marketing. Nessuna campagna di crowdfunding ha ottenuto successo senza ricorrere ad una buona strategia di comunicazione online. Pay-per-click, sponsorizzazioni, campagne di advertising, testing prodotti e community engagement, saranno attività che porteranno via risorse da budgetare correttamente Altro fattore da considerare è l’importo giornaliero che la tua campagna deve raggiungere. Se hai un obiettivo di 30.000 euro, in media devi attrarre 1.000 euro al giorno. Ulteriori investimenti dovranno essere riservati a creare la community che ti consente di raggiungere questo obiettivo.
  • Consulenza o oneri legali. Se si decide di ricorrere a consulenze esterne (grafica, video making, agenzie etc.) queste dovranno essere annotate nel conto spese.
  • Imprevisti. E’ buona noa preventivare una quota di risorse da destinare eventualmente alla copertura di imprevisti post o durante la campagna di raccolta fondi. Un piccolo salvagente può salvare molte vite.

Stretch goal

Una volta definito il goal minimo, maggiorato di tutte le spese necessarie per la campagna, potrai definire il budget che intendi raggiungere, quello che ti renderebbe soddisfatto dello sforzo profuso in questo lungo percorso. Potrai utilizzare in tal caso il meccanismo degli stretch goals, ossia nuovi livelli di raccolta da sbloccare al raggiungimento dei quali puoi prevedere nuove e particolari ricompense per i tuoi sostenitori. In tal modo, non setterai un obiettivo economico troppo elevato che potrebbe spaventare i tuoi backers, aumenterai le probabilità di successo della raccolta e potrai raggiungere l’obiettivo economico sperato portando la folla a sbloccare gradualmente diversi livelli di goal prevedendo ricompense speciali.

Lucia Michela Daniele

Anno 1987, Dottoressa in Economia & Management, Musicista per genetica e Lettrice del Mondo. Il Crowdfunding entra nella sua vita grazie alla tesi di laurea magistrale, e si ostina a non abbandonarla. Appassionata di Startup e Business Strategy è fermamente convinta che la finanza alternativa possa contribuire fattivamente al rinvigorimento della nostra, da troppo tempo ormai, malata economia.

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