GlassUp, lo Smart Glass Italiano in equity su TipVentures

GlassUp nasce nel 2011 dall’unione delle competenze nel settore hi-tech di Francesco Giartosio, già fondatore di ContiPronti e Giarty, con l’esperienza di Gianluigi Tregnaghi nel settore dei dispositivi ottici. Nel 2012 viene costituita la startup innovativa con sede nel Modenese.

La mission è chiara: diventare un punto di riferimento nel mercato internazionale delle tecnologie indossabili grazie ad un occhiale semplice da utilizzare, esteticamente piacevole, confortevole da indossare e che migliori la vita delle persone nelle loro attività quotidiane. Il tutto ad un prezzo fortemente accessibile.

L’obiettivo dunque è quello di creare un effetto mainstream: puntare su caratteristiche e funzionalità che abbiano un alto impatto nella vita di tutti i giorni e che siano facili da utilizzare.

Dimentica i Google Glass…

GlassUp è uno smarglass ideato per riprodurre i contenuti presenti su device mobili come smartphone e tablet – sia IOS che Android – grazie alla tecnologia bluetooth. La scienza dell’olografica permette di far comparire tutte le informazioni di cui si necessita direttamente sulle lenti del nostro smartglass, mentre le aste degli occhiali si riscoprono la superficie touch che consente di interagire con i dispositivi, eliminando completamente l’esigenza di estrarli dalle tasche.

A differenza dei Google Glass, i messaggi saranno visualizzati in modalità monocromatica su sfondo trasparente, non rischiando così di compromettere la qualità della visione della realtà circostante.

Un prodotto made in Italy, con una grande attenzione non solo alla tecnologia ma anche al design. A differenza degli altri visori tecnologici, l’estetica di GlassUp richiama quella di un normale occhiale di tendenza. È prevista entro la fine dell’anno anche la prototipazione della versione “industrial” per supportare i vari processi produttivi a livello di controllo e training on the job, nonché per applicazioni in chirurgia e altri ambiti.

glassup

 Il crowdfunding & 2 chiacchiere col team

Non è nuova alle logiche del crowdfunding la giovane azienda, ha alle spalle due campagne, lanciate rispettivamente su Indiegogo e Seedrs, ed ora si appresta ad ampliare la compagine sociale ricorrendo nuovamente all’equity crowdfunding.

La campagna su Indiegogo ha raccolto oltre 127.000$ da 512 backers, ora con il supporto di Tip Ventures, GlassUp mira all’aumento del capitale, offrendo azioni per 250.000 euro. Grazie alla campagna equity gli investitori diverranno titolari di una quota della società, sino ad un massimo del 9% del capitale sociale.

GlassUp versus Google Glass, quali punti di forza?
I win factor di GlassUp sono due: un design molto vicino ad un occhiale di tendenza ed una tecnologia che permette una bassa densità informativa nel campo visivo dell’utente e soprattutto grazie ad un gioco di filtri e lenti permette a dati ed immagini di essere visualizzati “sovrapposti” alla realtà. Il tutto ad un prezzo davvero competitivo per il segmento (obiettivo 299 euro).
Questa per voi non è la prima compagna di Crowdfunding. Com’è andata su Indiegogo e Seeders?

Le campagne hanno ottenuto risultati diversi. Su Indiegogo abbiamo raccolto circa 128mila euro, mentre su Seedrs circa 30mila sterline (contro le 100mila obiettivo). Occorre specificare però che su Seedrs siamo stati una delle prime aziende straniere ad essere presenti e questo penalizzava le agevolazioni fiscali  per gli investitori (che erano appunto solo per le aziende locali).

E dopo il crowdfunding quali prospettive?

Innanzitutto da Ottobre ci aspetta il primo vero test di mercato con l’attivazione del pre-order sul nostro sito e con la presentazione del prodotto alla fiera di riferimento a Santa Clara (Wearable Technology Show 2016). Da li in poi, anche in base alle prime risposte del pubblico, ci aspettano altre sfide legate ad usi più mirati del device: medicale e sportivo ad esempio. La missione di GlassUp è quella di semplificare e migliorare la vita delle persone e questo non lo scorderemo cammin facendo.

Come il Crowdfunding cambia la prospettiva di un progetto?

Il crowdfunding può essere una leva molto importante per un progetto: riteniamo che, a parte le ovvie implicazioni positive da un punto di vista finanziario, sia un primo modo con cui “stringere” un patto e coinvolgere il proprio consumatore. Uno stimolo quindi a fare meglio e a “mantenere la promessa”.

Qual è il futuro del wearable tech?
Le principali ricerche di settore (Pwc e Cisco System ad esempio) dipingono un mercato che entro il 2020 dovrebbe ampliarsi sino a “completare” quasi fisiologicamente quello degli smartphone (quindi quasi un wearable per ogni dispositivo). I temi chiavi secondo noi saranno quelli del design, della privacy e della gestione del dato prodotto dal dispositivo.

Il progetto non è ancora online, scopri in anteprima i dettagli dell’offerta.

Lucia Michela Daniele

Anno 1987, Dottoressa in Economia & Management, Musicista per genetica e Lettrice del Mondo. Il Crowdfunding entra nella sua vita grazie alla tesi di laurea magistrale, e si ostina a non abbandonarla. Appassionata di Startup e Business Strategy è fermamente convinta che la finanza alternativa possa contribuire fattivamente al rinvigorimento della nostra, da troppo tempo ormai, malata economia.

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