Giornata Mondiale del Libro: quattro chiacchiere con BookaBook

Con oggi, 23 Aprile – Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore – in tutto il territorio italiano si concludono una serie di iniziative dedicate al mondo dell’editoria. In occasione di questa ricorrenza abbiamo fatto due chiacchiere con BookaBook – piattaforma di crowdfunding dedicata all’editoria – per capire come la partecipazione dal basso cambia le regole dell’editoria.

La Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore, patrocinata dall’UNESCO, è ormai un appuntamento fisso nel calendario delle manifestazione italiane e internazionali. Rappresenta una giornata di tributo mondiale alla letteratura, ed incoraggi tutti, giovani in prima fila, a scoprire il piacere della lettura, partendo da coloro che hanno promosso grazie alla carta stampata il progresso sociale e culturale dell’intera umanità, sino agli autori che oggi rappresentano la nuova schiera di letterati.

Questa giornata rimarca l’importanza che la letteratura assume come strumento di produzione e diffusione di cultura che può contribuire ad innescare e sostenere la ripresa economica. Ma il tema non solo è la letteratura, questa particolare giornata non trascura il diritto di protezione della proprietà intellettuale tramite copyright, tema più che mai attuale nell’era del digitale che smaterializza l’opera oggetto di protezione, richiedendo nuove forme di tutela maggiormente adatte alla produzione e fruizione delle opere d’ingegno online.

Negli ultimi anni, proprio l’avvento e lo sviluppo esponenziale delle nuove tecnologie, ha fortemente posto in crisi il sistema editoriale e la carta stampata, richiedendo agli editori uno sforzo rimodulativo del business model per poter sopravvivere su un mercato caratterizzato da un duplice cambio di paradigma.  Da un lato l’evoluzione tecnologica, dall’altro un pubblico maggiormente attento, consapevole e informato che vuole essere partecipe della produzione, distribuzione e commercializzazione di beni e prodotti sul mercato, divenendo Prosumer per dirla alla Toffler (1980).

Mentre le case editrici affannavano a cercare nuovi canali attrattivi per i lettori, qualche giovane imprenditore italiano ha compreso in anticipo le potenzialità delle nuove tecnologie e dell’economia partecipativa. BookaBook nasce nel 2014, e da subito si afferma come prima community italiana di crowdfunding per l’editoria. La filosofia alla base del progetto è semplice: il web è un terreno fertile su cui sperimentare nuove forme di scrittura, lettura e condivisione.

In occasione della Giornata Mondiale del Libro abbiamo voluto far due chiacchiere con il team di BookaBook impegnato oggi nella giornata conclusiva della Fiera del Libro di Milano.

Come nasce BookaBook, e qual è il suo ruolo nell’attuale mercato dell’editoria indipendente?

Bookabook nasce per coniugare la forza del crowdfunding nel creare reti e nel realizzare progetti nuovi, con la cura e la ricerca della qualità dell’editoria tradizionale. In Italia oggi si pubblica molto, moltissimo. E si pubblicano anche libri che restano senza lettori. Invece libri di grande qualità e potenziale restano “tagliati fuori” perché l’autore non ha un nome importante, non è famoso o non ha dei precedenti di vendite che giustifichino l’investimento dell’editore. Noi abbiamo studiato – e realizzato – una via d’accesso meritocratica al mercato editoriale, quello vero.

Oltre il crowdfunding, quali altri servizi offre la piattaforma agli scrittori indipendenti?

Tecnicamente, facciamo crowdpublishing, cioè uniamo crowdfunding e publishing. Bookabook è una casa editrice che si occupa di tutti i passaggi necessari alla realizzazione del prodotto editoriale: selezione, editing, revisione, progetto grafico fino alla distribuzione e alla promozione. I nostri manoscritti sono selezionati con criteri professionali e secondo elevati standard qualitativi. C’è una profonda differenza tra le moltissime (e ottime!) piattaforme di crowdfunding che ospitano progetti editoriali e Bookabook: per noi il crowdfunding è uno splendido strumento. Ma è solo un punto di partenza per la vita del libro.

Oggi assistiamo sempre più ad una maggiore partecipazione del consumatore nei processi di selezione e produzione di beni, qual è a vostro avviso il ruolo del lettore nelle campagne di crowdfunding accolte sul vostro portale?

Negli ultimi vent’anni è cambiato il modo in cui ascoltiamo musica e guardiamo film. Il lettore è rimasto invece sempre un consumatore. Attento, critico, informato, ma pur sempre un consumatore. Bookabook porta il lettore all’interno del processo editoriale ed è proprio il lettore che, dopo la nostra selezione qualitativa dei testi, ha l’ultima parola su quali libri comporranno il nostro catalogo.

Bookabook è portavoce in ambito editoriale di un nuovo modello economico partecipativo, come credete impatti, sulla base della vostra esperienza, sui canali tradizionali di editoria e delle catene distributive?

Ci vediamo come complementari, non alternativi. Il modello non è Uber vs Taxi, ma ci proponiamo in modo collaborativo con l’ecosistema esistente. Abbiamo collaborato e collaboriamo con case editrici fortemente tradizionali, con soddisfazione reciproca e, crediamo, con soddisfazione dei lettori.

La vostra piattaforma nasce nel 2014, sin oggi di quanti prodotti editoriali la vostra community ha consentito la nascita? E con quale grado di successo?

Il catalogo è composto da una quarantina di titoli ed è in costante crescita. Alcuni nostri libri hanno vinto premi letterari importanti, penso ai Sogni non fanno rumore di Roberta Dieci che ha vinto il Modena Buk Festival 2017 o A Famigghia di Vincenzo Carrozza a cui è stato riconosciuto il premio Impastato-Valarioti per l’impegno civile contro le mafie. E poi c’è Papà, van Basten e altri supereroi di Edoardo Maturo, che ha aggregato una community di oltre 15mila persone. Solo per citarne alcuni.

Oggi siete presenti alla Fiera del Libro di Milano, dal sentiment di queste giornate quale credete siano i trend futuri del settore in Italia?

Complesso da dirsi. L’editoria italiana è uscita dalla grande crisi, ci dicono i dati. E ne è uscita nel complesso molto cambiata. In questi giorni abbiamo visto molti lettori: curiosi, partecipi, con un atteggiamento positivo. Insomma, un’ottima base da cui ripartire dopo il buio degli anni passati. Certo l’editoria dovrà sapersi rinnovare, nell’offerta e nell’esperienza.

Per chi volesse passarvi a trovare, quali libri nati grazie al crowdfunding sono oggi in esposizione in fiera?

Tutti! E ci saranno anche molti nostri autori. La fiera è un’ottima occasione per conoscere il catalogo di Bookabook.

Lucia Michela Daniele

Anno 1987, Dottoressa in Economia & Management, Musicista per genetica e Lettrice del Mondo. Il Crowdfunding entra nella sua vita grazie alla tesi di laurea magistrale, e si ostina a non abbandonarla. Appassionata di Startup e Business Strategy è fermamente convinta che la finanza alternativa possa contribuire fattivamente al rinvigorimento della nostra, da troppo tempo ormai, malata economia.

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