Da Nord a Sud: il fil rouge del Civic Crowdfunding italiano

L’apparteneza al territorio, il forte senso sociale e lo spirito di comunità: sono questi gli aspetti su cui fa leva il Civic Crowdfunding e gli aspetti su cui nel lontano 1884, il magnate della stampa Joseph Pulitzer, fece ricorso per reperire i fondi sufficienti nella prima campagna di Crowdfunding Civico della storia che servirono per sostenere la costruzione del piedistallo ed il collocamento alle porte del fiume Hutson sulle rocce di Liberty Island della Statua della Libertà. Furono raccolti 100.000$ in poco più di 5 mesi da oltre 120.000 micro-donazioni, con i mezzi di comunicazione dell’epoca non paragonabili certamante alle possibilità odierne. Il Crowdfunding Civico si sviluppò quindi molto prima dell’avvento dell’era di internet ma sempre con la potenza collettiva della folla (crowd).

Ma cosa è di preciso il Civic Crowdfunding?

“Un’economia civile sta emergendo, un tipo di economia fondamentalmente aperta e sociale. Si tratta di un’economia che sta fondendo la cultura del web 2.0 con la finalità civica. Nella nostra definizione la civic economy comprende persone, iniziative e comportamenti che fondono modi innovativi di fare dalle sfere tradizionalmente distinte della società civile, del mercato e dello Stato. Fondata su valori e obiettivi sociali, e utilizzando approcci di collaborazione profonda per lo sviluppo, la produzione, la condivisione della conoscenza e il finanziamento, la civic economy genera beni, servizi e infrastrutture comuni in modi che né lo Stato né l’economia di mercato da soli sono stati in grado di realizzare.”
Fonte: NESTA, CABE & Design Council, Maggio 2011, Compendium for the civic economy.

Gli aspetti fondamentali possono essere quindi sintetizzati in modo schematico ed esaustivo:
  • superamento della barriera di interesse, a volte, collidente tra pubblico e privato;
  • riqualificazione, recupero o sviluppo del tessuto urbano e civile;
  • il pieno appoggio della pubblica amministrazione, anche economico in fase iniziale;
  • il coinvolgimento della forza locale.

Su queste linee si modella il nuovo approccio verso cui Comuni ed Aree Urbane più attente all’innovazione stanno disegnando il proprio cammino.

Il Civic Crowdfunding: esempi in Italia

Gli esempio virtuosi non mancano di certo all’interno del contesto italiano con dimostrazioni di alto mecenatismo ricollocabili agli inizi dell’esplosione del fenomeno del Crowdfunding, passando per opere appena concluse fino a progetti in fase di decollo o di programmazione futura.

Hanno fatto scuola il recupero del portico di San Luca a Bologna, un’iniziativa coadiuvata da un comitato cittadino e dalla piattaforma emiliana Ginger, conclusasi con la raccolta di 338.673€ da parte di circa 7000 sostenitori. Ancora, la ricostruzione di Città della Scienza quando furono persi 12.000 mq di esposizioni scientifiche in un incendio doloso nella notte de 4 marzo 2013. Sulla piattaforma di DeRev, grazie al patrocinio della città di Napoli e l’appoggio della fondazione IDIS, furono raccolti 1.463.867€ da 2584 finanziatori per recuperare un patrimonio vissuto da 350.000 studenti ogni anno nel capoluogo Campano. Senza dubbi una delle raccolte più significative della storia Italiana.

Risale invece a pochi giorni fa la chiusura del bando lanciato dal Comune di Milano nell’ambito della più ampia iniziativa Milano Smart City, volto a progetti innovativi ad alto impatto sociale nei settori dell’assistenza, dell’accessibilità e connettività urbana e della qualità di vita dei cittadini. La gestione dei progetti è stata affidata ad Eppela, piattaforma di crowdfunding reward-based con cui il Comune di Milano si apre alla civic economy. I progetti potranno essere finanziati da cittadini milanesi e non e le iniziative che riusciranno a raggiungere almeno il 50% dell’importo complessivamente richiesto potranno beneficiare di un contributo da parte dell’Amministrazione per la restante quota non coperta, fino ad un massimo di 50 mila euro per progetto.

Al Sud continua l’ottimo lavoro della piattaforma Meridonare, ideata per lo sviluppo di progetti con finalità esclusivamente sociale nel meridione italiano costituita dal Banco di Napoli, dalla Fondazione di Comunità del Centro Storico di Napoli e dall’associazione L.I.V.E.S. (Lavorare Insieme Verso l’Economia Sociale). Questa piattaforma ha come scopo l’obiettivo di aiutare, attraverso le donazioni della community, quella fascia di popolazione più debole costituita da anziani, bambini vittime di disagio sociale e diversamente abili.

Nicola Furnari

Siciliano adottato dalla nebbia, laurea in marketing e passione per il digital. Amo cibo, vino e mare e loro amano me.

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