Economie di rete nel P2P lending

Le economie di rete: la definizione

Il concetto di economie di rete si è sviluppato durante la nascita delle imprese operanti nel settore dell’ICT (Information & Communication Technology). La sua definizione è molto semplice: si parla di economie di rete o di esternalità di rete quando, il valore che ciascun utente ottiene dall’utilizzo di un determinato servizio, dipende dal numero di persone che già ne fanno parte. Ciò significa che a parità di servizio offerto, esiste un vantaggio ad utilizzare un sistema caratterizzato da una rete di utenti di grandi dimensioni piuttosto che appartenere ad una rete con un sistema scarsamente utilizzato.

L’esempio classico che può essere proposto è quello dell’utilizzo di un programma di messaggistica istantanea. Il sistema più utilizzato al mondo è WhatsApp. Esso non è l’unico in quanto ne esistono diverse centinaia tutti gratuiti e ricchi di funzionalità. Tuttavia, comunicare attraverso WhatsApp permette di disporre della più vasta rete di utenti al mondo. Questo genera un vantaggio per il singolo utente anche solo per il fatto di essere all’interno di questa particolare rete piuttosto che ad un’altra meno diffusa. Detto in altri termini, appartenere alla rete genera un vantaggio relativo maggiore per via della capacità di potersi connettere e comunicare con molte più persone.

Il concetto appena espresso è di fondamentale importanza per le imprese che operano sul web. Avere una rete di ampie dimensioni permette, infatti, di ottenere la leadership di settore. La storia ci insegna che in passato vi sono state delle vere e proprie battaglie in questo senso (VHS vs Beta, Windows vs MacOs, ecc…).

Oltre ai vantaggi dei consumatori, esistono anche benefici per le imprese caratterizzate da reti ampie in quanto avere una rete di grandi dimensioni può garantire loro l’adozione di uno standard all’interno del settore alimentando nuovamente l’adozione della propria tecnologia.

Come si costruisce una rete?

In tutti i settori caratterizzati da economie di rete (ed il P2P lending è uno di questi) risulta estremamente complesso far adottare la propria tecnologia, specie se essi appartengono già ad un’altra rete. Questo perché il valore di un singolo individuo viene a dipendere, come abbiamo detto, dall’ampiezza della rete. Una piattaforma di p2p lending ben avviata, con migliaia di utenti attivi, riesce ad avere un vantaggio competitivo maggiore rispetto ad una piattaforma in fase di avvio.

Sostanzialmente, esistono due strategie per superare il problema da adozione della tecnologia:

  • evoluzione (migliorare la tecnologia già esistente)
  • rivoluzione (creare una nuova tecnologia che soppianta la precedente)

Un esempio di evoluzione della tecnologia lo abbiamo avuto nel passaggio delle televisioni da sistema in bianco e nero a sistema a colori. E’ una strategia lenta, che permette all’utente di passare alla nuova tecnologia attraverso un’adozione della stessa in maniera graduale.

Nelle strategie di rivoluzione invece, la nuova tecnologia viene immessa sul mercato e riesce a penetrare in maniera massiccia grazie alle sue performance di gran lunga superiori a quelle della vecchia tecnologia. Un esempio può essere quello del passaggio dall’utilizzo delle macchine da scrivere ai personal computer.

Una strategia di gran lunga superiore, consiste nella creazione di alleanze. Qui non ci riferiamo a relazioni strategiche di natura commerciale (anch’esse fondamentali), ma bensì ad accordi che le imprese adottano per realizzare uno standard comune. In Inghilterra, a tal proposito è nata una alleanza di questo tipo che si propone tra gli obiettivi quello di creare un sistema standardizzato e condiviso da tutte le imprese che fanno parte del settore. In questa pagina, trovate i membri dell’associazione e sono, ovviamente, le principali piattaforme di P2P lending che operano nel paese.

Daniele Forza

Classe ’82. Dopo aver conseguito una laurea triennale in economia di Internet ed una magistrale in finanza decide di perfezionare i suoi studi con un master in credit risk management. Appassionato di tecnologia e di finanza, fonda ItalianCrowdfunding.it per raccontare l’evoluzione del crowdfunding in Italia e nel mondo specializzandosi poi nell’area P2P lending.

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