Ci sono troppe piattaforme nel mercato del crowdfunding?

Il fenomeno del crowdfunding, ha stimolato moltissimi imprenditori e startupper ad avviare piattaforme di raccolta di capitali dal basso. Ciò è dovuto principalmente a diversi fattori:

  • mercato in crescita dal lato della domanda di fondi
  • scarse barriere all’entrata
  • scarse barriere legali ed istituzionali
  • tecnologia semplice da implementare

In questo articolo, vogliamo soffermarci principalmente nell’ultimo punto. Se fino a qualche anno fa, la gestione di un sito web complesso era demandata a soggetti estremamente qualificati, ora grazie alla diffusione massiccia della tecnologia, l’attività di creazione e di gestione di una piattaforma web è diventata molto semplice anche per soggetti con poche competenze informatiche. In questo articolo potremo comprendere come la tecnologia sia la variabile che incide marginalmente rispetto alle altre per la creazione di un business nel mercato del crowdfunding.

La tecnologia

Innanzitutto, occorre avere ben chiara la distinzione tra gestire la propria componente tecnologica all’interno dell’azienda oppure affidarsi a soluzioni terze. Partiamo dal fatto che la decisione di make or buy è una scelta di tipo strategico e pertanto soggettiva. Non è possibile quindi definire a priori quale sia la migliore soluzione nel mercato. E’ noto tuttavia che avere il pieno controllo della tecnologia permette di ottenere diversi vantaggi quali ad esempio quello di poter definire gli standard del mercato oppure avere una soluzione personalizzata ad hoc. Dall’altro lato, affidarsi ad una software house permette di avere un prodotto sempre aggiornato ed al passo coi tempi. Inoltre, non occorre avere in organico personale specializzato nella realizzazione e gestione della piattaforma.

In parole piuttosto semplici, le piattaforme di crowdfunding sono dei siti web, che permettono agli utenti di registrarsi al suo interno e di gestire in piena autonomia campagne di crowdfunding. Per realizzare questo genere di attività, esistono sul mercato diversi prodotti commerciali ma esistono anche sistemi totalmente free. In questo caso mi riferisco al CMS per eccellenza: WordPress.

WordPress, è un Content Management System, ovvero un sistema di gestione dei contenuti. E’ il sistema più utilizzato al mondo nella realizzazione di siti web ed è sicuramente un prodotto di eccellenza nel mondo open source.

La potenza di WordPress, tuttavia, risiede nei suoi plugin. Essi sono una sorta di estensioni: alcune a pagamento ed altre completamente gratuite che, permettono di realizzare sostanzialmente qualsiasi cosa. Il plugin che permette di realizzare piattaforme di crowdfunding è  IgnitionDeck. Esistono diverse versioni del prodotto. La più semplice ha un costo di 49$ ed ovviamente presenta diverse limitazioni. E’ la tipica versione che permette all’utente di conoscere il prodotto e valutarne le sue principali caratteristiche.

In Italia, l’unica startup che offre piattaforme di crowdfunding è Starteed la quale eroga soluzioni tecnologiche “chiavi in mano”. L’offerta attuale si compone in quattro soluzioni che vanno dalla creazione di una piattaforma semplice e con poche funzionalità ad un sistema completamente personalizzato. L’azienda fornisce inoltre un servizio di assistenza tecnica, di consulenza e di sponsorizzazione delle campagne.

Considerazioni

Come abbiamo potuto notare, la tecnologia è accessibile a chiunque abbia un minimo di conoscenze di programmazione di base. Per coloro i quali invece hanno particolari limiti sotto questo aspetto, esistono ottime soluzioni commerciali. Il fatto che esistano sistemi semplici, permettere di arrivare alla conclusione che avviare una piattaforma di crowdfunding è ormai alla portata di tutti. Questo potrebbe essere l’elemento più favorevole che ha portato il nostro paese ad avere un elevato numero di piattaforme.

Infatti, l’incentivo ad avviarne una propria è estremamente elevato. Con poche migliaia di euro il sistema è pronto all’uso. Il problema tuttavia, risiede nel fatto che il mercato, per quanto grande possa essere, viene frammentato generando una sorta di confusione e smarrimento per tutti gli attori coinvolti nel settore.

Daniele Forza

Classe ’82. Dopo aver conseguito una laurea triennale in economia di Internet ed una magistrale in finanza decide di perfezionare i suoi studi con un master in credit risk management. Appassionato di tecnologia e di finanza, fonda ItalianCrowdfunding.it per raccontare l’evoluzione del crowdfunding in Italia e nel mondo specializzandosi poi nell’area P2P lending.

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